La Lombardia soffre di una grave carenza di posti negli asili nido, con liste d'attesa lunghe e barriere economiche che penalizzano le famiglie. Nonostante il calo demografico, l'accesso ai servizi per l'infanzia rimane un problema.
Criticità nei servizi per l'infanzia in Lombardia
La regione Lombardia registra una marcata insufficienza di posti disponibili negli asili nido. Questo problema si traduce in lunghe liste d'attesa, nonostante si osservi un calo demografico. Si aggiungono a ciò significative barriere economiche all'ingresso. In Italia, il diritto legale a un posto è garantito solo dalla scuola primaria in su. La Fondazione Agnelli, attraverso il suo programma “Zero Sei”, ha condotto un'indagine comparativa. L'analisi ha messo a confronto Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Spagna per evidenziare punti di forza e criticità.
Italia fanalino di coda nell'offerta di nidi
L'Italia si posiziona all'ultimo posto tra i cinque Paesi esaminati per offerta di posti negli asili nido. Si contano circa 32 posti ogni 100 bambini sotto i 3 anni. Esistono forti disuguaglianze territoriali. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) mira a mitigare queste disparità. In Lombardia, nel 2021 si contavano 30 posti ogni 100 bambini. Si prevede di raggiungere 36 posti dopo l'implementazione dei progetti Pnrr. Il Molise, partendo da 22 posti, dovrebbe arrivare a 59. I comuni più piccoli rimangono le aree più svantaggiate.
Obiettivi europei di partecipazione ancora lontani
Anche dove i posti sono disponibili, la partecipazione dei bambini sotto i 3 anni è lontana dagli obiettivi europei. Il divario tra famiglie ad alto e basso reddito è raddoppiato negli ultimi vent'anni. L'Unione Europea punta a una partecipazione del 45% entro il 2030. Nel 2025, l'Italia si attesta al 35,5%. La Francia si avvicina al 60%, la Spagna al 55%. I ricercatori evidenziano che non è solo l'offerta limitata a causare la scarsa partecipazione. Esistono altre barriere, soprattutto economiche. Le rette degli asili nido possono essere elevate, specialmente nei servizi privati. La scuola dell'infanzia, invece, è quasi gratuita.
Situazione dei nidi in Lombardia: costi e criteri
Nella regione Lombardia, la spesa media annua per utente nei nidi comunali e nelle sezioni primavera è di circa 8.948 euro a carico del comune. Gli utenti sostengono in media 2.991 euro. Non tutte le famiglie possono permettersi questi costi. I criteri di accesso spesso penalizzano i redditi più bassi. Il lavoro di entrambi i genitori è un fattore considerato dal 94% dei comuni. Quasi la metà di essi assegna il punteggio massimo a questo requisito.
Il paradosso dell'accesso ai servizi per l'infanzia
Chi cerca attivamente lavoro ma non l'ha ancora trovato rischia l'esclusione dai servizi. Questo aggrava la difficoltà nel trovare un impiego, dovendo occuparsi dei bambini a tempo pieno. I bambini stessi sono i più penalizzati, vedendosi negato un diritto educativo fondamentale nei primi anni di vita. Un problema comune a tutti e cinque i paesi europei è la difficoltà nel reclutare educatori qualificati. Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli, sottolinea che espandere i posti non è sufficiente. L'espansione è necessaria, ma si attende di verificare l'efficacia del Pnrr nel ridurre i divari territoriali. Servono politiche mirate sui criteri di accesso, sulla riduzione del divario tra congedo parentale e garanzia del posto, sulla diminuzione delle rette per le famiglie meno abbienti e su meccanismi di monitoraggio costanti.