Un uomo ha percorso 300 chilometri da Cervia a Milano per uccidere la sua ex compagna, Pamela Genini, con 76 coltellate. Le indagini hanno ricostruito le ultime ore della vittima e la premeditazione dell'assassino.
La ricostruzione del tragico evento
Gianluca Soncin, 52 anni, ha intrapreso un viaggio di circa 300 chilometri. La sua destinazione era l'appartamento della sua ex compagna, Pamela Genini, in via Iglesias 33 a Milano. Il tragitto da Cervia è iniziato nel tardo pomeriggio del 14 ottobre. L'uomo portava con sé una copia delle chiavi dell'abitazione, ottenuta di nascosto, e un coltello dalla lama seghettata. Quest'arma è stata utilizzata per infliggere 76 colpi alla donna.
La Procura ha contestato a Soncin l'omicidio pluriaggravato. Le aggravanti includono la premeditazione, i futili motivi, la crudeltà e la relazione affettiva terminata. Le indagini hanno cercato di ricostruire le ore immediatamente precedenti al delitto. L'uomo rischia l'ergastolo.
Richiesta di processo immediato per l'assassino
L'aggiunto Letizia Mannella e il pubblico ministero Alessia Menegazzo hanno presentato una richiesta formale. Hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari, Tommaso Perna, un processo con rito immediato per Gianluca Soncin. Questa procedura accelera i tempi legali in casi di flagranza o prove schiaccianti. Gli accertamenti sono stati condotti dagli agenti dell'Upg e della Squadra mobile. I dirigenti Serafina Di Vuolo e Alfonso Iadevaia hanno coordinato le operazioni.
La ricostruzione degli eventi si basa su chat recuperate dal telefono di Soncin. Il telefono di Pamela Genini non è stato accessibile a causa di una password. Le conversazioni rivelano una relazione tossica. Erano presenti minacce, violenze fisiche e continui tira e molla. I messaggi mostrano anche promesse di un futuro migliore, spesso legate all'aspetto economico. Frasi come «Andiamo a vedere quella casa insieme» o «Ti darò la vita che meriti» sono emerse dalle chat.
Le ultime ore di Pamela Genini
Secondo le informazioni raccolte, Pamela Genini, 29 anni, aveva un passato da modella. La giornata del delitto l'aveva trascorsa a Lugano con un'amica. Poco prima delle 18:30, Pamela ha chiamato il suo ex fidanzato, Francesco Dolci. Lui ha dichiarato che lei lo informò del suo rientro a casa. Aveva anche comunicato a Soncin la decisione di interrompere definitivamente la relazione. Pamela aveva bloccato Soncin su tutte le piattaforme social.
Questa decisione sembra essere stata la scintilla che ha scatenato la furia dell'assassino. Nelle ore successive, Soncin ha tentato ripetutamente di contattare Pamela senza successo. La rottura definitiva e il blocco sui social hanno probabilmente innescato la sua reazione violenta.
La visita e l'escalation della violenza
Gianluca Soncin ha deciso di partire da Cervia per raggiungere Pamela Genini. La donna è rimasta sorpresa e spaventata dalla sua visita inaspettata. Gli investigatori, successivamente, hanno sequestrato tredici coltelli nell'abitazione di Soncin in Romagna. Tra questi, mancava una quattordicesima custodia, identica a quella dell'arma utilizzata per l'omicidio.
Poco prima delle 21:30, Pamela ha inviato un messaggio a Francesco Dolci: «Aiuto, aiuto, aiuto». La conversazione era iniziata con la frase: «Sono contenta perché ho trovato il coraggio di lasciarlo». Soncin era già presente nell'appartamento. Pamela ha scritto a Dolci: «Teso, ho paura, ha fatto doppione delle chiavi mie, è entrato, non so che fare, chiama la polizia». L'allarme della ventinovenne descriveva la sua crescente angoscia.
L'aggressione finale e la morte
Francesco Dolci ha immediatamente chiamato il numero di emergenza 112. Gianluca Soncin aveva con sé un trolley contenente pochi effetti personali. Alcuni capi d'abbigliamento avevano ancora il cartellino del prezzo attaccato. Quando gli agenti della polizia sono arrivati sul posto, Pamela ha cercato di comunicare con loro. Si è avvicinata al citofono e ha sussurrato «Glovo, secondo piano», fingendo di rispondere a un fattorino.
È iniziata la fase più violenta dell'aggressione. I vicini hanno assistito alla scena. Hanno visto Pamela tentare la fuga sul terrazzo, urlando: «Smettila, ho una famiglia». Soncin, in ciabatte, l'ha inseguita. L'ha fatta inginocchiare e l'ha schiaffeggiata. Pamela ha provato ad aprire la porta per mettersi in salvo. Soncin l'ha richiusa, bloccandola con il catenaccio. Gli agenti sono intervenuti con forza, abbattendo la porta. Tuttavia, era ormai troppo tardi. In quegli istanti, Soncin ha sferrato la coltellata fatale al cuore di Pamela Genini.
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