Le minoranze del Consiglio regionale del Piemonte sollecitano il governatore Alberto Cirio a fornire spiegazioni in aula riguardo a recenti cambiamenti nella giunta. Le critiche si concentrano sulla nomina di Daniela Cameroni e sulla gestione delle deleghe, con accuse di imbarazzo e subalternità politica.
Rassegnazione deleghe e critiche all'esecutivo
Le forze di minoranza in Consiglio regionale del Piemonte hanno manifestato la necessità che il governatore Alberto Cirio intervenga in aula. L'oggetto della richiesta riguarda la recente riassegnazione di alcune deleghe all'interno della giunta regionale. Questo cambiamento è seguito alla nomina di Daniela Cameroni come nuova assessora. Cameroni è subentrata dopo le dimissioni di Elena Chiorino, la quale è stata coinvolta in vicende giudiziarie legate al caso Delmastro.
Il consigliere Domenico Rossi del Pd ha duramente criticato l'atteggiamento dell'esecutivo. Ha sottolineato la discrepanza tra le dichiarazioni pubbliche e la mancanza di trasparenza in sede consiliare. «In conferenza stampa tutti e in Consiglio regionale nessuno», ha affermato Rossi. Ha paragonato la situazione a un comportamento inaccettabile persino in contesti informali come una bocciofila. Secondo Rossi, il governatore Cirio si troverebbe in una posizione di imbarazzo. Ha aggiunto che Cirio non detiene la piena autonomia decisionale nella sua giunta. Sarebbe invece «succube delle scelte fatte dal partito di maggioranza».
Accuse di snaturamento e mancanza di rispetto per l'aula
La capogruppo del Pd, Gianna Pentenero, ha espresso profonda tristezza. Ha lamentato il modo in cui l'aula consiliare viene trattata dall'attuale giunta. Ha ringraziato l'assessore Vignale per la sua presenza, evidenziando implicitamente l'assenza di altri. Alice Ravinale, capogruppo di Avs, ha definito «avvilente» la gestione del «parlamentino». Ha descritto la situazione come la creazione di un «super assessorato». Questo ha portato a un vero e proprio «cambio di Dna della giunta».
Ravinale ha inoltre puntato il dito contro il governatore Cirio. Ha criticato il fatto che Cirio continui a definirsi moderato e antifascista. Allo stesso tempo, ha conferito deleghe importanti a una figura come Maurizio Marrone. Marrone, secondo Ravinale, non condividerebbe affatto questi valori fondamentali. La capogruppo del M5s, Sarah Disabato, ha parlato di una «sfiducia ancor prima di iniziare». Ha interpretato la scelta di Cirio di non assegnare la delega al lavoro a Cameroni come un segnale politico. Questo aspetto, a suo avviso, necessita di un chiarimento.
Assenze e rientri in Consiglio
Vittoria Nallo, rappresentante di Stati Uniti d'Europa per il Piemonte, ha stigmatizzato l'assenza della giunta regionale. Ha notato la presenza del solo assessore Vignale e l'assenza del governatore Cirio. Ha evidenziato come Cirio abbia preferito tenere una conferenza stampa piuttosto che intervenire in aula. Questo è avvenuto dopo un «grande scandalo all'interno della giunta». A seguito della nomina della consigliera regionale Cameroni in giunta, in sostituzione di Chiorino, si è verificato un altro cambiamento. Carlo Sacchetto ha potuto così riprendere il suo posto in aula. Elena Chiorino, dimessasi dal suo incarico, è tornata in Consiglio regionale. Al momento della cronaca, Chiorino non aveva ancora partecipato ai lavori mattutini.