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Milano, Torino e Genova stanno esplorando una candidatura congiunta per ospitare le Olimpiadi estive del 2036 o 2040. L'iniziativa, promossa da regioni e comuni di centro-sinistra e centro-destra, mira a creare un modello olimpico diffuso e sostenibile.

Nord-Ovest punta alle Olimpiadi estive 2036

Le città di Milano, Torino e Genova, insieme alle regioni Lombardia, Piemonte e Liguria, hanno avviato un dialogo preliminare. L'obiettivo è presentare una candidatura per i Giochi estivi del 2036. In alternativa, si valuta l'edizione del 2040. Questa iniziativa vede la collaborazione tra il Coni, il governo e il mondo sportivo.

Le istituzioni promotrici hanno ufficializzato la proposta attraverso una nota congiunta. La candidatura si ispira a principi di sostenibilità ambientale ed economica. Segue le direttive del Comitato Olimpico Internazionale (Cio). Si configura come un modello olimpico diffuso, simile a quello dei recenti Giochi invernali Milano-Cortina. L'asse politico è bipartisan, unendo sindaci di centrosinistra e presidenti di regione di centrodestra.

Un sogno olimpico per l'Italia dopo 76 anni

La principale ambizione della candidatura del Nord-Ovest è riportare le Olimpiadi estive in Italia. L'ultima volta è accaduto nel 1960 con Roma. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, definisce il progetto una «cosa seria» e un’«opportunità». Egli immagina una trasformazione da «triangolo industriale» a un nuovo polo basato su scienza, università e tecnologia. Lo sport potrebbe fungere da elemento unificante.

Il percorso è ancora lungo e complesso. Mancano dettagli su come si svilupperà il progetto e quali impianti saranno necessari. Tuttavia, l'idea di una candidatura bipartisan è considerata valida. La finestra per il 2036 è ancora aperta, altrimenti si punterà al 2040. Lo ha confermato lo stesso Sala.

Competizione internazionale e sfida interna

La competizione per ospitare i Giochi del 2036 è agguerrita. Diversi paesi hanno già manifestato interesse. Tra questi figurano Doha (Qatar), Istanbul (Turchia), Il Cairo (Egitto), Ahmedabad (India), Nusantara (Indonesia), Riad (Arabia Saudita) e Seul (Corea del Sud). In Europa, Budapest (Ungheria) ha fatto passi avanti.

Una potenziale avversaria interna potrebbe essere Roma. Non si esclude una candidatura della capitale per il 2036. Il sindaco Sala non teme un derby tutto italiano. Ha dichiarato che si valuterà quale progetto risulterà migliore. La decisione finale dipenderà dalla proposta più convincente.

La questione dello stadio olimpico

Uno degli ostacoli principali per la candidatura del Nord-Ovest è la mancanza di uno stadio olimpico adeguato. Attualmente, le tre regioni non dispongono di un impianto moderno con pista di atletica. Questo tipo di struttura è fondamentale per ospitare cerimonie di apertura e gare di atletica leggera.

Lo stadio Olimpico di Torino, che ospitò la cerimonia delle Olimpiadi invernali del 2006, è considerato obsoleto e di capienza limitata (circa 30.000 posti). Non sembra adatto per un'edizione estiva. Il nuovo stadio di Milano, destinato a Inter e Milan, non avrà la pista di atletica. Pertanto, non soddisfa i requisiti sportivi per essere definito olimpico.

L'esperienza di Milano-Cortina 2026 come punto di forza

Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, sottolinea l'importanza dell'esperienza maturata con i Giochi invernali Milano-Cortina 2026. Li definisce le prime Olimpiadi diffuse della storia. Questo modello ha dimostrato la capacità dei territori di collaborare. Ha saputo integrare competenze, infrastrutture e identità locali per soddisfare esigenze diverse. Fontana ritiene che questa esperienza sia un valore aggiunto per la nuova candidatura. Resta da vedere se questo sarà sufficiente per vincere la competizione internazionale. La corsa è appena iniziata.

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