La riduzione delle emissioni di gas serra a Brescia mostra segnali positivi, ma il docente Giacomo Gerosa avverte che non si tratta ancora di un cambiamento strutturale. L'impegno per l'ambiente non deve essere sacrificato sull'altare dell'economia.
Dati sulle emissioni: un quadro complesso
La lotta all'inquinamento atmosferico presenta sfide significative. I recenti dati pubblicati dall'Ispra evidenziano una riduzione delle emissioni di gas serra. Tuttavia, il docente Giacomo Gerosa, ordinario di Fisica dell’atmosfera all’Università Cattolica di Brescia, invita alla cautela. «È come se, da un albero, stessimo cogliendo solo i frutti sui rami più bassi. Dobbiamo impegnarci di più per raggiungere anche quelli più alti», ha affermato.
La diminuzione del 3,6% di CO2 equivalente in un anno è un dato incoraggiante. Ma il rimbalzo positivo previsto per il 2025 desta preoccupazione. Gerosa ipotizza che fattori congiunturali, come un inverno più mite e un rallentamento della produzione, abbiano influenzato positivamente i risultati del 2024. La riduzione delle emissioni, quindi, non è ancora considerata strutturale.
Priorità all'ambiente o all'economia?
Gli obiettivi per la tutela della salute e dell'ambiente richiedono un'accelerazione. Tuttavia, questa corsa verso traguardi ambiziosi rischia di ampliare le disuguaglianze sociali. I costi maggiori ricadrebbero inevitabilmente sulle fasce più fragili della popolazione. «Quello che abbiamo visto, negli ultimi anni, è che la necessità di rilanciare l’economia, a fronte delle crisi internazionali, ha fatto passare in secondo piano l’impegno per ridurre le emissioni», ha evidenziato Gerosa.
Il rischio concreto è che questa tendenza si aggravi ulteriormente. L'esperto mette in guardia contro la tentazione di sacrificare la sostenibilità ambientale in nome di una ripresa economica a breve termine. La vera sfida consiste nel trovare un equilibrio virtuoso tra i due aspetti.
Brescia e le sue criticità ambientali
Analizzando i dati Inemar Arpa Lombardia del 2023, emergono specificità territoriali. Brescia si posiziona al primo posto per emissioni annue di ammoniaca, Pm10 e precursori dell’ozono, superando persino Milano. Il settore agricolo risulta il principale responsabile delle emissioni di ammoniaca, con 75mila tonnellate annue su un totale di 80.089. Di queste, 19mila provengono dal territorio bresciano.
Per quanto riguarda il Pm10, la combustione non industriale e il trasporto su strada contribuiscono con 10mila tonnellate annue sulle 16mila totali. Se il rinnovo del parco auto, supportato da incentivi regionali, ha portato a risultati positivi per gli ossidi di azoto, l'aumento del traffico aereo rappresenta un fattore di criticità. La fonte di queste informazioni è il docente Giacomo Gerosa.
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