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La giustizia si avvicina alla verità sull'omicidio di Filippo Ceravolo, avvenuto nel 2012. Dopo oltre tredici anni, le indagini hanno portato a importanti sviluppi con diversi arresti.

Svolta nelle indagini sull'omicidio Ceravolo

L'inchiesta sulla tragica morte di Filippo Ceravolo, un giovane di Soriano Calabro, ha visto una svolta significativa. Filippo, appena diciannovenne, fu vittima innocente della 'ndrangheta nel lontano 2012. La sua storia ha toccato profondamente la comunità di Vibo Valentia.

La sera del suo omicidio, Filippo si trovava a Pizzoni. Aveva chiesto un passaggio in auto a un conoscente per tornare a casa. Purtroppo, quella richiesta si rivelò fatale. Si ritrovò involontariamente al posto di un bersaglio designato in un agguato di mafia.

Arresti dopo 13 anni di attesa

Oggi, a più di tredici anni da quel tragico evento, la Direzione Distrettuale Antimafia e i Carabinieri di Vibo Valentia ritengono di aver individuato alcuni degli autori. L'operazione ha portato all'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 15 persone.

Il procuratore Salvatore Curcio ha espresso la sua emozione durante la conferenza stampa. Ha spiegato che tra gli arrestati ci sarebbero anche due basisti e un sicario. La ricostruzione accusatoria punta il dito contro di loro per l'omicidio del giovane.

«Oggi il cielo è plumbeo ma è una gran bella giornata», ha dichiarato il magistrato. «Riteniamo di aver fatto un gran passo sull’omicidio di Filippo Ceravolo. Possiamo dire con una certa soddisfazione di aver quantomeno contribuito fattivamente a restituire dignità al dolore di due genitori».

Le dinamiche dell'agguato

Gli arresti effettuati dai Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia fanno luce su una serie di fatti di sangue. Questi sono legati alla guerra per il controllo del territorio nelle Preserre vibonesi. La faida vedeva contrapposte le 'ndrine Emanuele e Loielo.

Nell'omicidio Ceravolo sono coinvolti tre soggetti specifici. Nicola Ciconte e Bruno Lazzaro sarebbero stati i basisti. Giovanni Alessandro Nesci, invece, farebbe parte del gruppo di fuoco. Il loro obiettivo era uccidere Domenico Tassone.

Tassone, ritenuto affiliato alla cosca Emanuele, era alla guida dell'auto. Durante l'agguato, si lanciò fuori dal veicolo. Filippo, invece, venne colpito mortalmente al collo e al viso da colpi di fucile. La sua morte innocente ha segnato profondamente la comunità.

La speranza dei familiari e la tenacia della giustizia

Magistrati e investigatori sono convinti di aver individuato anche i presunti mandanti. Tuttavia, il Gip non ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza nei loro confronti. L'indagine continua a perseguire la verità completa.

Il procuratore Curcio ha rivelato un incontro con Martino Ceravolo, padre di Filippo. «L’ho sollecitato ad avere fiducia nella giustizia», ha detto il procuratore. «Nessuno resta indietro. Stiamo riaprendo fascicoli anche risalenti nel tempo».

Martino Ceravolo, appresa la notizia degli arresti, ha espresso la sua gratitudine alle forze dell'ordine. Ha definito questo giorno «speciale», sottolineando l'importanza di questa svolta per la sua famiglia. La tenacia della giustizia ha portato un barlume di speranza dopo anni di attesa.

Domande frequenti

Chi era Filippo Ceravolo?
Filippo Ceravolo era un diciannovenne di Soriano Calabro, vittima innocente di un agguato di 'ndrangheta avvenuto il 25 ottobre 2012. Si trovava in auto con un conoscente, Domenico Tassone, che era il vero obiettivo dell'attacco.

Quali sono stati gli sviluppi recenti nell'indagine sull'omicidio Ceravolo?
A oltre 13 anni dall'omicidio, la DDA e i Carabinieri di Vibo Valentia hanno arrestato 15 persone. Tra queste, si sospetta ci siano i basisti e il sicario coinvolti direttamente nell'uccisione di Filippo Ceravolo. L'indagine mira a fare piena luce sull'intera vicenda.

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