Il Parco Naturale Prealpi Giulie investe nelle nuove generazioni con il progetto "Le Scuole del Parco". L'iniziativa mira a formare giovani custodi del territorio, celebrando anche il 30° anniversario dell'istituzione del Parco.
Un impegno per la natura fin da piccoli
La consapevolezza ambientale viene coltivata fin dall'infanzia. L'obiettivo è formare futuri adulti consapevoli del valore dei loro territori. Il Parco Naturale Prealpi Giulie guida questa missione con il Progetto “Le Scuole del Parco”.
Questa iniziativa consolidata coinvolge istituti scolastici di ogni ordine e grado. Gli studenti provengono dai comuni dell'area protetta. Tra questi figurano Chiusaforte, Lusevera, Moggio Udinese, Resia, Resiutta e Venzone.
Trent'anni di storia e futuro
Il progetto scolastico, sebbene già avviato da tempo, assume un rilievo speciale quest'anno. Il 30 settembre 2026 si celebrerà il 30° anniversario dell'istituzione del Parco. Questa ricorrenza sottolinea l'importanza delle attività dedicate ai giovani.
Tra le molteplici iniziative sviluppate in tre decenni, il coinvolgimento delle scuole si distingue. Rappresenta un asse strategico fondamentale. L'iniziativa guarda proiettata verso un futuro già presente. L'efficacia di questo lavoro di sensibilizzazione è tangibile.
Molti ex alunni, ispirati dalle esperienze scolastiche, hanno scelto percorsi di studio e carriera in ambito naturalistico. Oggi sono professionisti impegnati nella salvaguardia ambientale. L'attenzione verso i giovani è un valore centrale per l'Ente Parco. Lo dimostra la sezione dedicata “Il Parco per i giovani”.
Questa sezione include realtà di eccellenza. Tra queste la Consulta dei Giovani della Riserva della Biosfera Alpi Giulie. Non mancano i Junior Rangers e i Summer Camp, esperienze formative uniche.
Un'aula verde per 287 studenti
I dati relativi all'anno scolastico in corso evidenziano l'impatto del progetto. Complessivamente, sono coinvolti 287 studenti. Le ore di didattica certificate ammontano a 222. A queste si aggiungono esperienze immersive di più giorni.
Le attività sono condotte da esperti qualificati e guide naturalistiche. Il progetto si basa su specifici accordi. Le convenzioni stipulate con i Comuni e gli Istituti Comprensivi sono cruciali. Si citano gli Istituti Comprensivi di Tarvisio, Trasaghis e Tarcento.
Questo garantisce una didattica laboratoriale efficace. Essa unisce il programma scolastico formale all'esperienza diretta sul campo. L'aula si trasforma in un laboratorio a cielo aperto.
Dettaglio delle attività per comune
Moggio Udinese ha visto il coinvolgimento di 83 studenti. È il comune con il maggior numero di classi partecipanti. Il progetto “A scuola di natura” permette agli studenti della secondaria di esplorare la foresta della Riserva della Val Alba. Studiano le risorse montane, visitano stalle e partecipano al “percorso del latte”. I più piccoli si concentrano sull'ecosistema del torrente Aupa e del fiume Fella.
A Venzone, 112 studenti partecipano al programma “naturalmente scuola”. Questo percorso spazia dai “boschi da mangiare” alla creazione di un erbario. Include anche lo studio della geologia sui torrenti Vegliato e Minisini.
Lusevera coinvolge 39 studenti. Le attività si focalizzano sulla conoscenza del territorio locale. Si organizzano uscite in Val Mea e giornate dedicate alla storia naturale. Queste iniziative rientrano nel progetto “A contatto con la natura”.
Chiusaforte conta 29 studenti coinvolti nel progetto “Geopark”. I bambini dell'infanzia vivono esperienze sensoriali all'aperto. La scuola primaria impara a riconoscere la fauna di montagna. Esplorano le peculiarità geologiche locali.
Resia vede la partecipazione di 24 studenti. Il focus è sulla biodiversità con “i sentieri della natura”. Questo progetto prevede attività ludiche ed esplorative. Si scoprono fauna, flora e geologia del territorio.
Voci dagli insegnanti
«Con il Parco cerchiamo di far conoscere un territorio che a volte non è scontato sia conosciuto nemmeno dalle famiglie», afferma Alessandra De Colle, insegnante a Moggio e Venzone. «Utilizziamo una didattica di laboratorio che unisce il curricolo formale all’informale.»
«Portare i ragazzi a vedere ad esempio stavoli, muretti a secco e forni della calce significa mostrare loro le potenzialità reali del nostro territorio», aggiunge. «Con guide esperte, percorsi sull'agricoltura di montagna diventano per alcuni anche un'occasione concreta di orientamento professionale.»
Laura Zanella, insegnante a Chiusaforte, sottolinea l'importanza della collaborazione tra istituzioni. «Il Parco ci dedica 30 ore all'anno. I bambini sono entusiasti perché scoprono cose che non conoscevano», spiega. «Riportano questo sapere in famiglia. Queste attività forniscono competenze necessarie per gestirsi nella vita.»
«Creano quel legame affettivo che, speriamo, li porti un domani a restare qui per mantenere vivi i nostri paesi», conclude la Zanella.
Attraverso l'intervento di esperti e guide naturalistiche, il Parco qualifica l'offerta formativa. Costruisce un ponte solido tra le ricchezze naturalistiche e le nuove generazioni. L'obiettivo è formare cittadini consapevoli fin dalla più tenera età.
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