Residenti di Sedrina sfollati a causa di uno smottamento affrontano ora l'obbligo di costruire un muro di contenimento da 400mila euro entro quattro mesi. La comunità cerca fondi per evitare ulteriori pericoli.
Situazione critica a Sedrina dopo smottamento
La situazione a Sedrina, precisamente in località Botta, si aggrava per gli abitanti del condominio situato in via Aldo Moro 12. Dallo scorso 13 settembre, queste persone sono state costrette a lasciare le proprie case. La causa è uno smottamento del terreno sottostante, innescato dalle intense piogge. Lo smottamento ha reso l'edificio inagibile, creando un serio pericolo di crollo.
Circa venti persone sono state evacuate. L'evacuazione ha interessato non solo il condominio principale ma anche alcune abitazioni situate più a valle. La precarietà della situazione è aumentata con una recente ordinanza comunale. Questa impone ai residenti di realizzare, a loro carico, un muro di contenimento. L'opera dovrà essere completata entro 120 giorni.
Muro di contenimento da 400mila euro
Il costo stimato per la realizzazione di questo muro, definito “alla berlinese”, ammonta a circa 400mila euro. Questa tecnica prevede l'uso di pali verticali ravvicinati, tipicamente impiegata per stabilizzare versanti franosi. La costruzione di questo muro è considerata essenziale per la messa in sicurezza dell'area. Solo dopo il suo completamento, il Comune potrà procedere con altri interventi.
Una delle famiglie sfollate ha intrapreso una raccolta fondi online. L'obiettivo è raccogliere una parte della somma necessaria, pari a 50mila euro. Attualmente, le donazioni hanno raggiunto quasi 18mila euro, avvicinandosi all'obiettivo di 22mila euro prefissato. La speranza è di poter coprire almeno una frazione delle ingenti spese richieste.
Interventi a valle e finanziamenti regionali
Il completamento del muro a monte è un prerequisito fondamentale. Solo così si potrà dare il via ai lavori per il ripristino di due muri situati a valle della palazzina. Questi muri sono importanti per la stabilità del terreno e per garantire la sicurezza delle aree circostanti. Uno di questi muri si trova lungo un camminamento privato, ma di uso pubblico. La spesa prevista per questi interventi a valle è di circa 790mila euro.
Si prevede che questi lavori a valle possano essere finanziati dalla Regione Lombardia. I residenti esprimono forte preoccupazione. Temono che, in caso di mancata realizzazione del muro a monte da parte loro, i finanziamenti regionali per i muri a valle non vengano erogati. La loro sicurezza e la possibilità di rientrare nelle proprie case dipendono da questi complessi passaggi burocratici e finanziari.
Posizione del Comune e del Sindaco
Il sindaco Stefano Micheli ha chiarito la posizione dell'amministrazione comunale. Ha spiegato che il Comune non può finanziare direttamente interventi privati. Anche i fondi regionali per i muri a valle saranno erogati al Comune, non direttamente ai privati. L'ordinanza di messa in sicurezza, così come quella di sgombero precedente, è stata ritenuta necessaria. Il primo cittadino ha assicurato il supporto ai residenti sfollati.
Questi ultimi sono attualmente ospitati da parenti o hanno ricevuto assistenza dal Comune. L'ordinanza comunale descrive la situazione come un “fronte franoso instabile”. Viene evidenziato il “grave e imminente pericolo per la pubblica e privata incolumità”. La priorità resta garantire la sicurezza dei cittadini.
Le persone sfollate attendono con ansia sviluppi positivi. La loro situazione rimane precaria, in attesa di poter risolvere il problema del muro di contenimento. Solo così potranno sperare in un futuro ritorno alle proprie abitazioni.