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La biblioteca comunale di San Mauro Forte riapre i battenti dopo 16 anni. Lo spazio culturale ospita migliaia di volumi, tra cui prime edizioni, e porta il nome dello storico Vittorio Di Cicco.

Riapre la biblioteca comunale di San Mauro Forte

Uno spazio dedicato alla cultura torna a vivere nella comunità. Dopo quasi 16 anni di inattività, la biblioteca comunale di San Mauro Forte ha riaperto al pubblico. La struttura si presenta ora completamente rinnovata.

La biblioteca era rimasta chiusa dall'estate del 2010. La chiusura era avvenuta in seguito al pensionamento del suo precedente responsabile. La nuova sede si trova sempre al piano terra del settecentesco palazzo Acquaviva.

Intitolazione a Vittorio Di Cicco

L'inaugurazione ha visto l'intitolazione della biblioteca alla memoria di Vittorio Di Cicco. Si trattava di uno storico e archeologo lucano, originario proprio di San Mauro Forte. Fu il primo direttore del Museo archeologico provinciale di Potenza.

Di Cicco è noto per importanti scoperte e rinvenimenti archeologici. Molti di questi sono documentati proprio negli spazi della biblioteca. È possibile ammirare anche alcuni suoi effetti personali conservati all'interno.

Un patrimonio di seimila volumi

La nuova biblioteca si estende su tre ampie sale. Questi spazi sono molto luminosi. Custodisce circa seimila volumi. Tra questi figurano diverse prime edizioni di pregio.

Sono presenti opere come "L'uva puttanella" e "Contadini del Sud". Entrambi i libri sono di Rocco Scotellaro. Furono pubblicati a metà degli anni Cinquanta del secolo scorso.

Alcuni dei volumi più antichi versano in condizioni precarie. Questo è dovuto al lungo periodo di inutilizzo e abbandono. Dopo la chiusura della vecchia sede, i circa seimila testi furono trasferiti. Furono ammassati alla rinfusa in attesa della riqualificazione della nuova sede.

Il giornalista e scrittore Antonio Grasso si è occupato del recupero. Ha curato anche il riordino sezionale dei volumi. Il suo lavoro ha permesso di salvare parte del patrimonio librario.

Un progetto riqualificato

Antonio Grasso ha dichiarato che la struttura fu realizzata poco più di dieci anni fa. Ciò avvenne grazie a un finanziamento regionale di circa 120mila euro. Il progetto originale prevedeva una sua funzione di bibliomediateca.

Tuttavia, la struttura non è mai entrata in funzione come previsto. Negli ultimi anni è stata utilizzata parzialmente come sede per altri uffici. Ora, grazie alla volontà dell'attuale Amministrazione comunale e dell'assessorato alla Cultura, ha ripreso la sua naturale destinazione d'uso.

Il valore della cultura per le aree interne

Il sindaco Nicola Savino ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa. Ha espresso grande felicità per aver restituito alla comunità un luogo di aggregazione e socialità. Ha definito la biblioteca uno spazio culturale di grande valore.

Il sindaco ha aggiunto che restituire la biblioteca era un obiettivo del loro programma elettorale. Ha ribadito la convinzione che la sfida dell'isolamento delle aree interne si vince con la cultura, l'arte e lo studio. I libri sono visti come infrastrutture immateriali.

Queste infrastrutture immateriali superano ostacoli e barriere della quotidianità. Il sindaco ha ringraziato Antonio Grasso per il lavoro svolto. Ha espresso gratitudine anche alla giovane Angela Deufemia. Quest'ultima svolge volontariamente un prezioso lavoro. Dimostra sensibilità e amore per la propria comunità.

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