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I lavoratori della sanità privata in Umbria scioperano a Roma per protestare contro un contratto collettivo fermo da sedici anni. La mobilitazione mira a ottenere un rinnovo contrattuale dignitoso e condizioni di lavoro migliori.

Sciopero nazionale sanità privata Umbria

I professionisti della sanità privata umbra parteciperanno a uno sciopero nazionale. L'azione di protesta si svolgerà a Roma il 17 aprile. L'obiettivo è denunciare un blocco contrattuale che dura da 16 anni. Le federazioni sindacali regionali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno aderito con forza. La mobilitazione evidenzia una crisi profonda nel settore. Oltre 3.500 lavoratori in Umbria sono coinvolti. Questi operano in diverse strutture sanitarie private convenzionate.

Le strutture includono ambulatori, diagnostica, Rsa e case di cura. Molti contratti sono scaduti da tempo. La situazione è definita «indegna» dai sindacati. La protesta mira a ottenere un adeguamento delle condizioni lavorative e salariali. Si chiede un riconoscimento delle responsabilità professionali attuali.

Professionisti del privato: stipendi fermi e carichi di lavoro

I segretari generali dei sindacati umbri hanno spiegato la situazione. Desirè Marchetti (Fp Cgil), Marcello Romeggini (Cisl Fp) e Jacky Mariucci (Uil Fpl) hanno parlato di professionisti a tutto tondo. Infermieri, oss, tecnici e amministrativi lavorano quotidianamente per il servizio sanitario pubblico. Operano in ospedali privati, case di cura e residenze per anziani. Nonostante ciò, i loro contratti collettivi sono obsoleti. La loro scadenza risale a oltre 16 anni fa. Gli stipendi sono rimasti bloccati. Le condizioni di lavoro non riflettono più le responsabilità richieste.

Il settore in Umbria presenta una forte frammentazione contrattuale. La maggior parte dei contratti collettivi è scaduta da oltre un decennio. Questo crea un divario salariale con i colleghi del settore pubblico. I sindacati accusano le scelte datoriali di scaricare sui lavoratori il costo della competitività. Viene praticato un vero e proprio «dumping salariale».

Le richieste dei lavoratori della sanità privata

Le richieste dei sindacati sono chiare e articolate. Si chiede il rinnovo immediato di tutti i contratti collettivi scaduti. È fondamentale un adeguamento salariale. Questo deve recuperare il potere d'acquisto perso a causa dell'inflazione. Si richiedono stipendi adeguati alle responsabilità professionali. Devono valorizzare competenze e aggiornamento continuo. Un altro punto cruciale è il miglioramento delle condizioni di lavoro. Si auspicano turni sostenibili e riposi adeguati. La gestione del personale deve rispettare salute e benessere.

È necessario aggiornare la normativa contrattuale. Si chiedono istituti e tutele allineati agli standard del settore pubblico. La riduzione dei carichi di lavoro è urgente. Questi sono spesso insostenibili per carenza di organico e investimenti. Si chiede inoltre garanzia occupazionale e stabilità. Bisogna contrastare il precariato diffuso.

Appello alle istituzioni e responsabilità della Regione

I sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl lanciano un appello. Si rivolgono alle associazioni datoriali, alle strutture private convenzionate, alla Regione Umbria e al Governo nazionale. Chiedono un intervento deciso per risolvere una situazione intollerabile. La sanità pubblica erogata tramite il privato convenzionato non può basarsi sul risparmio del personale. Il sistema di convenzionamento regionale deve includere criteri di equità salariale. Deve garantire condizioni di lavoro dignitose. Il risparmio sulle tariffe non deve tradursi in minori diritti per i lavoratori.

La Regione Umbria ha una responsabilità istituzionale e morale. Deve verificare che le strutture convenzionate rispettino standard contrattuali equi. Questo deve essere una condizione per l'accreditamento e il rinnovo delle convenzioni. La protesta mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni. Si cerca di ottenere un cambiamento concreto per migliaia di lavoratori.

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