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Il Museo delle ceramiche di Faenza è ora parte dell'Art Nouveau Network, una rete europea che promuove il patrimonio Liberty. L'adesione valorizza la collezione permanente dedicata allo stile Art Nouveau e Déco.

Il museo di Faenza si unisce a una rete europea

Il Museo Internazionale delle Ceramiche (Mic) di Faenza, in provincia di Ravenna, è entrato a far parte dell'Art Nouveau Network. Questo network è un Itinerario Culturale certificato dal Consiglio d'Europa fin dall'aprile 2014.

La rete è stata fondata nel 1999 su iniziativa della Regione di Bruxelles-Capitale. Riunisce città e istituzioni europee. Il loro obiettivo è studiare, tutelare e promuovere il patrimonio Art Nouveau.

Il network organizza mostre, workshop e simposi. Si impegna anche in iniziative educative per pubblici diversi. La conservazione e valorizzazione del patrimonio sono centrali.

La collezione Liberty del Mic Faenza

Il Mic Faenza, con la sua storia e il suo patrimonio, si aggiunge ai musei di questa rete. La rete valorizza uno stile profondamente europeo. Questo stile è ben rappresentato nella sezione permanente del museo.

La sezione dedicata alla ceramica Art Nouveau e Déco è stata inaugurata nel dicembre 2024. Il percorso espositivo presenta oltre 600 pezzi.

Questi pezzi analizzano temi e protagonisti dell'epoca. Vengono affrontati il ruolo delle grandi esposizioni e delle principali manifatture europee. Il tutto in un dialogo tematico, formale e tecnico.

Le origini del Museo e la collezione

La storia del Museo faentino si intreccia con la storia della città. Il museo nasce nel 1908. La sua fondazione avvenne in seguito alla mostra delle "Belle arti e all'arte applicata".

Questa mostra fu organizzata per l'Esposizione Torricelliana di Faenza. L'esposizione presentava le tendenze artistiche del momento. C'era un omaggio a Domenico Baccarini, scomparso prematuramente.

Erano presenti anche grandi nomi dell'epoca. Tra questi, Galileo Chini e Marcello Dudovich. Alcuni degli invitati internazionali presenti donarono le loro opere.

Queste donazioni formarono il primo nucleo della collezione di ceramiche del Mic. Tra i pezzi iniziali figurano esemplari di manifatture prestigiose. Si citano la Villeroy&Boch di Dresda e la manifattura di Sèvres.

Sono presenti anche opere di Zslonay di Pècs. Dalle olandesi Distel, Browers, Plateelbakkerij, Faiencerie Delft. E ancora, dalla Fabbrica Reale, Alumina e Bing&Grondahl di Copenhagen.

Non manca la Manifattura Imperiale di San Pietroburgo. Queste opere segnano l'inizio di un importante patrimonio.

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