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Un paziente a Ragusa, risultato positivo al test per il sangue occulto, dovrà attendere 11 mesi per una colonscopia urgente. La Rete civica articolo 32 denuncia i lunghi tempi di attesa nel servizio sanitario pubblico.

Ritardi nella prevenzione oncologica a Ragusa

Un cittadino di Ragusa si trova ad affrontare un'attesa estenuante per un esame diagnostico fondamentale. Dopo aver effettuato tre prelievi, il referto ha evidenziato la presenza di sangue occulto nelle feci. Questo risultato ha spinto il suo medico curante a richiedere con urgenza una colonscopia. L'esame era stato prescritto con la necessità di essere eseguito entro un massimo di dieci giorni.

Tuttavia, recandosi presso il Centro Unico di Prenotazione (CUP) dell'Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Ragusa, il paziente ha ricevuto una notizia sconcertante. La data fissata per l'intervento diagnostico è lontana ben undici mesi. Questo ritardo solleva serie preoccupazioni riguardo l'efficacia dei percorsi di prevenzione oncologica.

Critiche alla gestione sanitaria provinciale

A portare alla luce questa situazione è stato Rosario Gugliotta, presidente della Rete civica articolo 32 di Ragusa. Egli esprime forte disappunto per la gestione dei servizi sanitari territoriali. «A questo punto è lecito chiedersi a cosa servono le sbandierate, e ben retribuite, campagne di prevenzione se gli utenti a rischio vengono abbandonati a se stessi», ha dichiarato Gugliotta. Le sue parole sottolineano una profonda critica verso le priorità e l'efficacia delle politiche sanitarie locali.

Il paziente aveva ricevuto il referto il 17 marzo scorso. Il giorno seguente, munito della richiesta medica, si era presentato al CUP per prenotare la colonscopia. L'appuntamento fissato è ora per il 12 febbraio del 2027. Un lasso di tempo che, in casi di sospetta patologia oncologica, può rivelarsi critico.

Impatto dei ritardi sulla salute pubblica

La Rete civica articolo 32 ribadisce da tempo le proprie preoccupazioni riguardo i tempi di attesa per gli accertamenti strumentali. «Abbiamo più volte denunciato che il ritardo negli accertamenti strumentali compromette i percorsi di prevenzione e cura», aggiunge l'associazione. L'organizzazione sottolinea come i lunghi tempi di attesa non solo aumentino l'ansia dei pazienti, ma possano anche compromettere l'esito delle terapie. La prevenzione, infatti, è tanto più efficace quanto più tempestivi sono gli interventi diagnostici.

Secondo la Rete civica, i vertici dell'ASP sembrano essere distratti da altre questioni. L'associazione lamenta una mancanza di trasparenza nelle decisioni gestionali. Questa situazione evidenzia una criticità nel sistema sanitario locale che necessita di interventi urgenti per garantire l'accesso tempestivo alle cure e agli screening preventivi, soprattutto per i casi considerati a rischio.

Domande frequenti

Cosa fare se si ha un'urgenza medica e i tempi di attesa sono lunghi?
In casi di urgenza medica con tempi di attesa eccessivi, è consigliabile discutere con il proprio medico curante la possibilità di ottenere un'ulteriore certificazione di urgenza. Si può anche valutare la possibilità di accedere a strutture private convenzionate o, in casi estremi, considerare esami a pagamento se la situazione clinica lo richiede e le risorse lo permettono. È inoltre utile segnalare la situazione all'ufficio relazioni con il pubblico dell'ASP o alle associazioni di tutela dei pazienti.

Quali sono i sintomi del sangue occulto nelle feci?
Il sangue occulto nelle feci non è visibile a occhio nudo e viene rilevato solo attraverso test specifici. La sua presenza può indicare diverse condizioni, tra cui emorroidi, ulcere, polipi o, nei casi più seri, tumori del tratto gastrointestinale. È importante non sottovalutare questo segnale e seguire le indicazioni del medico per ulteriori accertamenti come la colonscopia.

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