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Sindacati medici in Umbria denunciano una drastica riduzione dei tempi per le prestazioni sanitarie. Il consigliere Giambartolomei solleva la questione in Assemblea Legislativa, mentre la Presidente Proietti assicura un percorso di efficientamento condiviso.

Riduzione tempi prestazioni sanitarie in Umbria

L'Assemblea Legislativa dell'Umbria ha affrontato un'interrogazione urgente. Il consigliere Matteo Giambartolomei, esponente di FdI, ha chiesto chiarimenti alla presidente Stefania Proietti. Il tema centrale riguarda la presunta pericolosità e inopportunità di una riduzione dei tempi concessi per le prestazioni ambulatoriali. Questa misura riguarderebbe la dirigenza medica e sanitaria dell'Azienda Usl Umbria 1.

Giambartolomei ha illustrato la sua interrogazione in Aula. Ha spiegato che le principali sigle sindacali della dirigenza medica hanno formalmente denunciato una rimodulazione unilaterale dei tempi. Questa modifica impone una significativa compressione del tempo dedicato all'atto clinico. L'obiettivo dichiarato sarebbe quello di incrementare il volume delle prestazioni per abbattere le liste d'attesa.

La stessa denuncia è stata inoltrata all'assessorato regionale. L'ha presentata l'intersindacale medica regionale. Tramite posta elettronica certificata, hanno richiesto una convocazione urgente. La richiesta segue la modifica unilaterale delle agende di prenotazione delle prestazioni specialistiche.

Implicazioni per la professione medica e la sicurezza dei pazienti

Questa compressione temporale contrasta apertamente con il Codice di deontologia medica. Tale codice tutela l'autonomia professionale. Garantisce la necessità di tempi adeguati, definiti «secondo scienza e coscienza». Inoltre, la misura si pone in contrasto con il Ccnl 2019-2021. Quest'ultimo mira a valorizzare la qualità assistenziale rispetto a logiche meramente quantitative.

La mancanza di un tempo congruo per l'anamnesi e la pianificazione terapeutica genera un aumento del rischio clinico sistemico. Si profila anche un potenziale aumento del contenzioso legale. Il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, con una sentenza del febbraio 2026, ha chiarito un punto fondamentale. I cosiddetti «tempari» regionali hanno un valore esclusivamente organizzativo. Servono per costruire le agende di prenotazione. Non possono avere valenza vincolante nei confronti del medico.

Il medico mantiene integra la propria autonomia. Può determinare la durata della singola prestazione. Questo in funzione delle specificità del caso concreto. Le esigenze amministrative non possono limitare il giudizio clinico. Questo giudizio è necessario per garantire la sicurezza delle cure. La sentenza in questione è la 672/2026.

Richieste del consigliere Giambartolomei

Il consigliere Giambartolomei ha quindi rivolto una serie di richieste alla Giunta. Ha chiesto l'immediata sospensione delle disposizioni dell'Usl Umbria 1. Queste disposizioni impongono la riduzione dei tempi ambulatoriali. L'obiettivo è evitare che scelte organizzative si traducano in un'ingerenza indebita sull'autonomia del medico. Ciò contrasterebbe con la giurisprudenza e i principi fondamentali della professione sanitaria.

Ha inoltre chiesto se la Giunta ritenga opportuno convocare con urgenza un tavolo tecnico. Questo tavolo dovrebbe operare presso l'Organismo paritetico. Dovrebbe definire criteri di durata delle prestazioni. Tali criteri dovrebbero basarsi su evidenze cliniche e non su target numerici. Si garantirebbe così uniformità, sicurezza e rispetto della complessità dei pazienti.

Infine, Giambartolomei ha domandato quali iniziative intenda assumere la Regione. L'obiettivo è tutelare i dirigenti medici dal rischio clinico e dai potenziali danni erariali. Questi rischi derivano da modelli organizzativi che impongono tempi incompatibili con una corretta valutazione diagnostica. La responsabilità di tali modelli ricade sull'amministrazione che li ha adottati.

La risposta della Presidente Proietti

La presidente Proietti ha risposto all'interrogazione. Secondo una nota dell'ufficio stampa dell'Assemblea legislativa, il suo obiettivo è coinvolgere sempre di più i professionisti. Questo nell'azione di riduzione delle liste di attesa. Nella redazione del nuovo Piano socio sanitario e del relativo piano sulle liste di attesa verranno coinvolti professionisti e sindacati.

Lo scopo è definire principi e criteri di regolamentazione del governo della problematica. Per coinvolgere tutti gli stakeholder è stato creato un osservatorio sulle liste di attesa. Fanno parte di questo osservatorio anche i sindacati di categoria. C'è stato inoltre un incontro con l'Intersindacale medica. L'incontro è servito a condividere le procedure operative. Questo dimostra come le procedure vengano sempre condivise a tutti i livelli.

Proietti ha aggiunto che, rispetto alle disposizioni della Usl Umbria 1, si sta avviando un percorso di efficientamento. Questo percorso mira a ottimizzare l'organizzazione interna. L'intento è migliorare l'efficacia delle prestazioni sanitarie offerte ai cittadini umbri. La comunicazione della presidenza sottolinea un approccio collaborativo.

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