L'Umbria registra il minor calo del prezzo del gasolio in Italia, nonostante la diminuzione dei costi internazionali del petrolio. Il settore dell'autotrasporto minaccia uno sciopero nazionale a causa della mancata risposta del governo e degli aumenti dei costi.
Prezzo gasolio in Umbria: il calo più basso
Il costo del gasolio in Umbria ha visto una riduzione minima. Tra il 14 e il 15 aprile, il prezzo è sceso di soli 0,3 centesimi al litro. Questo si traduce in un risparmio irrisorio di 15 centesimi per un pieno da 50 litri. Il prezzo medio registrato il 15 aprile era di 2,135 euro al litro.
Questa situazione è stata commentata da Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. Egli ha sottolineato come la flessione dei prezzi dei carburanti sia insufficiente rispetto al calo delle quotazioni del petrolio sui mercati globali. Le regioni che hanno registrato il maggiore risparmio sul gasolio sono state la Lombardia e l'Emilia Romagna, con un beneficio di 65 centesimi per un pieno da 50 litri.
Dona ha inoltre evidenziato le differenze di prezzo tra le varie zone. Il gasolio più caro si trova in autostrada (2,176 euro/litro), seguito da Bolzano (2,171 euro) e Friuli (2,160 euro). Per la benzina, i prezzi più alti sono sempre in autostrada (1,810 euro/litro), poi Bolzano (1,807 euro) e il Molise (1,801 euro). L'Umbria, per la benzina, si posiziona meglio con un prezzo di 1,769 euro al litro.
Autotrasportatori pronti allo sciopero
L'aumento dei costi del carburante sta colpendo duramente le tasche dei cittadini, ma in modo particolare il settore del trasporto merci su strada. L'intera categoria dell'autotrasporto nazionale sta valutando seriamente la sospensione dei servizi. Questa decisione è emersa da diverse riunioni tenutesi nel fine settimana in tutta Italia.
Le assemblee sono state organizzate nell'ambito dell'iniziativa di Unatras, con incontri convocati in cento piazze del Paese. La Fai (Federazione autotrasportatori italiani) ha tenuto una delle prime assemblee a Perugia, precisamente a Ponte San Giovanni, lo scorso 28 marzo. La richiesta delle imprese, sia strutturate che di piccole e medie dimensioni, è univoca: la sospensione dei servizi di trasporto.
Unatras ha criticato la scarsa responsabilità da parte delle committenze. Queste ultime sembrano sfruttare la difficile situazione per aumentare i propri profitti. Allo stesso tempo, viene criticata la superficialità del Governo, che non avrebbe ancora attivato un tavolo di confronto per affrontare la problematica.
Secondo il coordinamento delle associazioni nazionali dell'autotrasporto, guidato dal presidente Paolo Uggè, queste mancanze rischiano di avere ripercussioni sull'intero Paese. Il comitato esecutivo nazionale di Unatras si riunirà a breve per decidere se avviare le procedure per il fermo dei servizi.
Possibili ripercussioni anche sul trasporto aereo
La crisi dei costi del carburante non risparmia nemmeno il trasporto aereo. Alcuni piccoli scali hanno già visto la soppressione di voli da parte delle compagnie. L'aeroporto San Francesco, al momento, non ha subito riduzioni. Tuttavia, nei giorni scorsi si era parlato di un'autonomia limitata a tre settimane. L'aeroporto ha poi smentito ufficialmente ogni possibile modifica al calendario attuale dei voli.
La situazione rimane comunque critica. Se i costi del carburante non diminuiranno nel lungo periodo, anche il settore aereo potrebbe subire peggioramenti significativi. La dipendenza dai costi energetici rende il settore vulnerabile a fluttuazioni di mercato.