Un uomo di 37 anni è imputato a Perugia per aver adescato minori online, anche di soli 8 anni, costringendoli a inviare foto intime. Il processo mira a fare giustizia per le giovani vittime e prevenire futuri abusi.
Adescamento online di minori a Perugia
Un grave caso di adescamento online è giunto all'attenzione del tribunale di Perugia. Un uomo di 37 anni, originario di Napoli ma residente in Veneto, è attualmente sotto processo. Le accuse mosse dalla Procura Distrettuale Antimafia sono di gravissime. L'uomo avrebbe adescato diverse minori, alcune molto giovani, attraverso la piattaforma Snapchat. Successivamente, le avrebbe costrette a inviare materiale fotografico intimo. Le vittime avevano tra gli 8 e i 14 anni.
Le indagini hanno rivelato che l'uomo si presentava online con false identità. Spesso fingeva di essere un coetaneo delle sue vittime, un sedicenne, per carpire la loro fiducia. Una volta instaurato un rapporto, esercitava pressioni psicologiche per ottenere le immagini. La sua strategia prevedeva anche minacce per indurre le minori a collaborare.
La testimonianza della madre e le minacce
Una delle vittime, la più giovane, aveva appena otto anni al momento dei fatti. La madre della bambina ha denunciato l'accaduto dopo che la figlia le ha confessato la terribile esperienza. La piccola aveva raccontato di essere stata costretta a inviare ripetutamente foto intime a questo ragazzo. Il presunto amico poliziotto era una delle minacce usate per intimidirla. La bambina, in lacrime, ha poi rivelato tutto alla madre, che ha immediatamente sporto denuncia.
L'imputato avrebbe utilizzato tecniche simili anche con le altre tre vittime. Queste ultime, di 11, 13 e 14 anni, risiedono in diverse parti d'Italia. La denuncia della madre della bambina umbra ha dato il via a un'indagine più ampia. Le autorità hanno raccolto prove significative contro l'uomo. Il processo è in corso presso il tribunale di Perugia.
Le conseguenze psicologiche sulle vittime
La più giovane delle vittime, una bambina di soli otto anni, ha subito profonde conseguenze psicologiche. La sua costituzione di parte civile, rappresentata dall'avvocato Luisa Manini, descrive un quadro drammatico. La minore ha manifestato un grave malessere, incubi notturni e una marcata paura. Il suo comportamento è radicalmente cambiato. Ha persino pronunciato frasi allarmanti come «voglio morire».
Per affrontare questo trauma, è stato necessario avviare un percorso di psicoterapia. L'obiettivo è aiutare la bambina a elaborare l'esperienza subita. Si cerca anche di prevenire danni permanenti al suo sviluppo psico-fisico. L'avvocato Manini sottolinea come la spensieratezza tipica dell'infanzia sia stata brutalmente interrotta. È stata sostituita da uno stato di costante paura e diffidenza verso gli altri.
Richiesta di trasferimento del processo
Durante l'udienza tenutasi nei giorni scorsi a Perugia, la difesa dell'imputato ha avanzato una richiesta specifica. L'avvocato del 37enne ha chiesto il trasferimento del processo in Veneto. La motivazione addotta è la residenza dell'imputato in quella regione. La corte dovrà valutare questa istanza. La decisione influenzerà il proseguimento del procedimento giudiziario. La giustizia cerca di fare il suo corso per proteggere i minori da simili abusi online.