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La mostra "Pop Japan" a Osimo ha registrato oltre 7000 visitatori in quattro mesi e mezzo, con un picco significativo durante le festività pasquali. L'evento ha rilanciato il centro storico, ma solleva interrogativi sui risultati rispetto alle aspettative.

Successo di pubblico per "Pop Japan" a Osimo

La rassegna artistica “Pop Japan – I grandi maestri del Sol Levante” ha concluso il suo percorso espositivo a Osimo. L'evento, iniziato lo scorso 21 novembre, ha attratto un vasto pubblico. Tra i visitatori si annoverano giovani, appassionati d'arte contemporanea, professionisti del settore, influencer e giornalisti.

In poco più di quattro mesi, sono stati staccati 7.134 biglietti. Un dato particolarmente incoraggiante si è registrato nell'ultima settimana. Questo periodo ha coinciso con le festività pasquali, generando un notevole incremento di affluenza.

Solo dal martedì precedente a lunedì di Pasquetta, il Palazzo Gallo ha accolto 850 persone. Questo risultato testimonia l'interesse suscitato dalla mostra durante il periodo festivo.

Boom di presenze anche per le grotte di Osimo

Parallelamente alla mostra, anche le grotte del Cantinone hanno registrato un'ottima affluenza. Tra venerdì 3 e lunedì 6 aprile, gli ipogei situati in via Fonte Magna hanno visto l'accesso di 319 visitatori. Le guide turistiche dell'associazione Asso hanno dovuto incrementare le visite guidate.

Sono stati aggiunti 3 tour extra il sabato 4 aprile e altri 3 il lunedì 6 aprile. Questo ha permesso di gestire l'elevato numero di richieste. La risposta del pubblico alle attrazioni sotterranee è stata notevole.

Il dato complessivo di marzo per le grotte si attesta a 1.391 visitatori. Si tratta di un incremento di 280 presenze rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Nel marzo scorso, infatti, si erano registrati 1.111 accessi.

Le dichiarazioni delle autorità cittadine

La sindaca Michela Glorio ha espresso soddisfazione per l'esito della mostra. «Il binomio cultura turismo si conferma una scelta vincente», ha dichiarato. La prima cittadina ha sottolineato come queste iniziative ravvivino il centro storico. Hanno creato opportunità per gli operatori economici locali. Inoltre, hanno arricchito la comunità con proposte di alto livello.

«La programmazione avviata appena insediata la nostra amministrazione comunale è stata più che soddisfacente», ha aggiunto la sindaca. Lei e l'assessore Mauro Pellegrini sono già al lavoro. Stanno definendo la prossima mostra per l'inverno 2026-27.

L'assessore alla Cultura Mauro Pellegrini ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell'evento. Ha menzionato l'associazione Metamorfosi di Pietro Folena e l'associazione Asso. Un ringraziamento speciale è andato alla famiglia Gallo. Hanno permesso l'apertura al pubblico dello storico palazzo settecentesco.

«Ci tengo a ringraziare quanti hanno voluto e lavorato per questa mostra a Palazzo Gallo», ha affermato Pellegrini. Ha evidenziato la continuità con il percorso sulla pop art intrapreso negli anni scorsi. Si è detto pronto a proseguire sulla strada che porterà Osimo a consolidarsi nel circuito turistico.

Le critiche dall'opposizione di Fratelli d'Italia

Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha espresso un parere critico sull'iniziativa. I consiglieri di opposizione definiscono il bilancio «tutt'altro che positivo». Hanno contestato i «comunicati trionfalistici» della sindaca.

Nonostante gli sforzi promozionali e il coinvolgimento delle scolaresche, la mostra ha registrato poco più di 7.000 visitatori. Questo dato è considerato lontano dai 15.000 previsti per raggiungere il pareggio di bilancio. Il risultato solleva interrogativi sulle scelte culturali dell'amministrazione.

«Il confronto con le precedenti esposizioni è inevitabile», hanno scritto i consiglieri. Hanno ricordato le mostre curate da Vittorio Sgarbi, che raggiunsero i 40.000 ingressi. Anche quelle curate da Metamorfosi, con Banksy, si attestarono a 16.000 visitatori.

Il divario con “Pop Japan” è marcato. Sorgono domande sulla realisticità dei 15.000 visitatori previsti. Si chiede perché insistere su un filone dell'arte contemporanea che non sembra incontrare il favore del pubblico. L'opposizione chiede inoltre chiarezza sui criteri di affidamento degli incarichi. Vogliono capire i risultati attesi e quelli effettivamente raggiunti. Infine, si interrogano sulla sostenibilità economica complessiva delle iniziative.

«Sulla cultura non si guadagna, ma le risorse pubbliche devono essere investite per generare un ritorno in termini di presenze sul territorio», concludono. Questo a beneficio delle attività commerciali e dell'economia locale.

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