Una mostra omaggio a Carlo Maria Mariani si apre a Capodimonte, esponendo il suo dipinto 'I Segni dei Tempi', donato dalla Fondazione newyorkese. L'evento celebra l'artista, definito ponte tra antico e contemporaneo, con opere selezionate e reperti museali.
Nuova esposizione a Capodimonte
Il Museo e Real Bosco di Capodimonte ospita una mostra dedicata a Carlo Maria Mariani. L'evento celebra la generosa donazione del suo dipinto 'I Segni dei Tempi' (2019, olio su tela) da parte della Fondazione Carlo Maria Mariani di New York. L'inaugurazione è prevista per il 16 aprile.
La mostra, curata da Antonio Martino e Andrea Viliani, si terrà nella sala 6 al primo piano. L'esposizione, seppur contenuta nelle dimensioni, è ricca di significato. Essa mette in risalto la donazione della tela, destinata all'istituzione napoletana. L'opera viene inserita in un contesto più ampio.
Sono presenti altre sette opere dell'artista. Queste sono affiancate da una selezione accurata di oggetti provenienti dalle collezioni del museo. Il direttore Eike Schmidt sottolinea l'importanza dell'evento per l'istituzione.
Omaggio a Mariani anche a Milano
In parallelo all'evento di Capodimonte, il direttore della Pinacoteca di Brera, Angelo Crespi, ha annunciato un'altra mostra omaggio a Mariani. Questa si svolgerà a Milano durante l'autunno. La rassegna avrà luogo a Palazzo Citterio.
L'esposizione milanese è programmata dall'8 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027. Questo doppio omaggio sottolinea la rilevanza dell'artista nel panorama artistico italiano e internazionale. La sua opera continua a suscitare interesse e dibattito.
La ricerca figurativa di Mariani (Roma, 1931 - New York, 2021) è complessa e stratificata. Essa lo posiziona in modo autonomo nella storia dell'arte recente. La sua opera fonde l'eredità classica con il pensiero contemporaneo.
'I Segni dei Tempi' opera cardine
'I Segni dei Tempi' è considerata l'opera fondamentale del maestro. Il percorso espositivo mira a creare un dialogo armonico tra storia e contemporaneità. Questo viaggio attraversa epoche diverse, dalla Magna Grecia al Rinascimento.
Si esplora anche il Grand Tour del XVIII-XIX secolo, fino alle avanguardie del XX secolo. Sono state selezionate otto opere, tutte provenienti da collezioni private. Tra queste spiccano 'Iper/ri/cognizione 2' (1974), 'Orfeo' (1979) ed 'Ercole che riposa' (1976).
Queste opere richiamano la statuaria classica e le sue reinterpretazioni. Si evidenziano anche le derivazioni della pittura rinascimentale nella decorazione neoclassica. 'Composizione 5' e 'Dopo il bagno' (1989) esplorano la genealogia del moderno.
Queste ultime opere dialogano consapevolmente con artisti come Joseph Beuys e Marcel Duchamp. Un riferimento significativo si trova nell'opera che dà il titolo alla mostra. Qui è inserito il 'Porte-bouteilles' (1914) di Duchamp. 'Gentil e Gaia' (1974) documenta una performance.
Dalla collezione del museo sono esposti tre piatti della manifattura Giovine (1818-19). Vi è anche un bronzetto dell'Ercole Farnese. L'allestimento include due edizioni rare di volumi su Duchamp e Beuys. Queste provengono dagli archivi Rumma e Amelio Santamaria.
Ritorno simbolico a Napoli
A cinque anni dalla scomparsa del pittore, questa mostra segna un ritorno simbolico per l'artista a Napoli. Mariani aveva esposto nella città partenopea nel 1978 presso lo Studio Trisorio. La donazione e la mostra rafforzano il legame tra l'artista e la città.
L'iniziativa valorizza il patrimonio artistico conservato a Capodimonte. Essa permette al pubblico di riscoprire un artista di grande spessore. La sua opera continua a stimolare riflessioni sulla storia dell'arte e sulla sua evoluzione.