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Un nuovo focolaio di dermatite bovina è stato identificato nel sud Sardegna, precisamente a Muravera. La malattia, precedentemente considerata debellata, riemerge coinvolgendo cinque capi, quattro dei quali deceduti. Le autorità sanitarie hanno attivato le procedure di emergenza per contenere la diffusione.

Ritorno della dermatite bovina in Sardegna

La dermatite nodulare contagiosa dei bovini, nota anche come Lumpy Skin Disease, ha fatto nuovamente la sua comparsa nell'isola. Un nuovo focolaio è stato rilevato nel territorio di Muravera, nel sud della Sardegna. Questo rappresenta l'unico caso registrato in Italia per l'anno 2026, secondo quanto riportato dal Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario.

La scoperta è avvenuta di recente. La patologia era stata dichiarata estinta a gennaio. La notizia è stata confermata dalle prime analisi effettuate.

Impatto e misure di emergenza sanitarie

Il focolaio attuale coinvolge cinque animali. Purtroppo, quattro di questi capi sono già deceduti. L'area interessata conta in totale 148 capi di bestiame. La situazione è considerata di massima emergenza sanitaria.

Sono state attivate tutte le misure previste dai protocolli vigenti. Si stabilisce una zona di protezione entro un raggio di 25 km dal focolaio. Una zona di controllo si estende fino a 50 km. Sono in vigore un blocco delle movimentazioni e severe restrizioni. I controlli sono stati intensificati.

L'abbattimento dell'intera mandria nell'allevamento colpito è una misura prevista. Questo comporta conseguenze devastanti per l'allevatore coinvolto. Il Centro Studi Agricoli definisce la situazione una «tragedia annunciata».

Critiche e appello per maggiori controlli

Il Centro Studi Agricoli, tramite Tore Piana, esprime forte preoccupazione. Sottolinea come il mondo zootecnico sardo sia già provato da emergenze sanitarie e ritardi amministrativi. La Regione è ancora in ritardo nel pagamento degli indennizzi per la mancata movimentazione dello scorso anno. Gli allevatori che hanno rispettato le regole subiscono danni enormi.

Viene lanciato un appello pubblico. È indispensabile elevare il livello di controllo sanitario. Si chiede di rafforzare le verifiche negli allevamenti, nei trasporti e nei territori a rischio. È necessario adottare senza esitazioni tutte le misure per arginare la diffusione della malattia.

Storia del virus e reazione della Regione

Il virus della dermatite bovina era comparso per la prima volta in Sardegna nel giugno 2025. Il primo focolaio era stato individuato in un allevamento del Nuorese. Le restrizioni sanitarie erano state rimosse ai primi di gennaio di quest'anno. Questo era avvenuto dopo l'estinzione degli ultimi focolai residui.

L'assessorato regionale dell'Igiene e Sanità ha confermato l'attivazione immediata delle procedure. È stato preso contatto con il ministero della Salute per garantire il coordinamento istituzionale. È stata richiesta la convocazione del Tavolo permanente sulla Dermatite Nodulare Bovina.

La Regione ha disposto l'abbattimento del focolaio secondo i protocolli. Sono in corso accertamenti negli allevamenti vicini. L'obiettivo è circoscrivere l'area interessata e prevenire l'estensione del contagio. La situazione è dichiarata sotto controllo e monitorata costantemente dagli assessorati regionali della Sanità e dell'Agricoltura. Ulteriori aggiornamenti verranno forniti a breve.

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