Pino Maniaci presenterà le controdeduzioni riguardo alla revoca dell'assegnazione di una villa confiscata alla mafia a Borgetto. La decisione del comune segue presunte violazioni legali e fiscali nella gestione del bene. L'inchiesta giornalistica di Daniele Viola ha sollevato dubbi sulla gestione dell'immobile e sulla presunta scuola di giornalismo.
Controdeduzioni alla revoca dell'immobile
Pino Maniaci, figura di spicco di Telejato, ha annunciato la presentazione delle controdeduzioni. Queste risponderanno alla comunicazione del comune di Borgetto riguardo all'avvio del procedimento di revoca. L'associazione Tele Jato Ets aveva ricevuto l'incarico di gestire la villa. Questa struttura era stata confiscata a Gaetano Lunetto, imprenditore legato al boss mafioso Giovanni Brusca.
La villa, situata lungo la strada provinciale tra Partinico e Montelepre, era destinata a ospitare una scuola di giornalismo. Il comune di Borgetto ha motivato la richiesta di revoca citando gravi inadempienze. Si parla di violazioni di natura legale e fiscale. Inoltre, la gestione del bene non sembrerebbe rispettare i principi originari dell'assegnazione.
Esposto contro la revoca dell'assegnazione
Maniaci ha dichiarato che verranno presentati esposti a diverse autorità. Tra queste figurano il prefetto, la Dia, l'Agenzia dei beni confiscati e le commissioni Antimafia, sia nazionale che regionale. Saranno informati anche il segretario comunale di Borgetto e il commissario dei carabinieri di Partinico. L'obiettivo è chiarire le ragioni dietro la richiesta di revoca dell'assegnazione.
La vicenda è stata oggetto di un'inchiesta del sito Partinicolive, diretto da Daniele Viola. L'indagine ha portato alla luce dettagli sulla gestione della villa, soprannominata «villa della legalità». È emerso che la struttura ospitava anche la redazione di Telejato, gestita dall'associazione Marconi. Inoltre, si è parlato della presenza di stagisti di una presunta scuola di giornalismo.
Accuse reciproche tra giornalisti
Daniele Viola ha sporto denuncia contro Pino Maniaci. Le accuse includono diffamazione, violenza privata e minacce. Viola ha anche inoltrato un esposto all'Ordine dei giornalisti. Il giornalista, anch'egli pubblicista, contesta la gestione di una scuola di giornalismo all'interno della villa. Secondo Viola, tale scuola non sarebbe autorizzata dall'Ordine e Maniaci non possiederebbe i titoli per insegnare la professione.
La situazione coinvolge anche due giovani stagisti di Tele Jato Ets, Sara Cozzi e Roberto Disma. In una lettera inviata a Viola, i due hanno descritto il loro stage. Hanno specificato che si trattava di un'esperienza di breve durata, gratuita, svolta nella «Villa della Legalità». La villa ospitava la redazione al piano terra e le camere per il pernottamento al primo piano.
Dettagli sullo stage e le retribuzioni
I due stagisti hanno raccontato che il loro percorso si è trasformato in un percorso per ottenere l'abilitazione giornalistica. Questo è avvenuto a seguito di una richiesta specifica di Pino Maniaci. L'impegno era quello di trasferirsi nella villa per seguire le fasi finali di un processo per estorsione a carico di Maniaci. In cambio, avrebbero ricevuto supporto per il conseguimento del tesserino da pubblicista.
Durante il periodo di attività, Roberto Disma ha realizzato 298 servizi in dodici mesi. Sara Cozzi ne ha prodotti 135 in undici mesi. Per ottenere il tesserino da pubblicista, sono richieste 90 pubblicazioni in un biennio. Questo dimostra l'intensa mole di lavoro svolta. Le giornate lavorative erano di sedici ore, senza riposo settimanale. La retribuzione consisteva in vitto, alloggio e un compenso minimo.
Il compenso pattuito era di 450 euro lordi a semestre. Si trattava quindi di un impegno economico di 900 euro lordi annui a persona. Questo importo, secondo quanto dichiarato, non sarebbe mai stato versato. L'inchiesta di Viola è iniziata il 12 novembre scorso, con la richiesta di accesso agli atti al comune di Borgetto.