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Un nuovo libro del giornalista Giovanni Mancinone raccoglie tredici testimonianze di vite spezzate sul posto di lavoro. L'opera denuncia la piaga delle morti bianche con un'indagine che parte dal Molise.

Storie di vite interrotte sul lavoro

Il giornalista Giovanni Mancinone presenta la sua ultima opera editoriale. Il libro, intitolato 'Corpi al macello', esplora il drammatico fenomeno delle morti sul lavoro. L'autore ha raccolto tredici racconti di incidenti fatali.

Questi eventi tragici sono definiti 'morti bianche'. La prefazione del volume è curata dall'ex Ministro del Lavoro, Cesare Damiano. L'uscita è prevista per la casa editrice Rubbettino.

L'indagine dell'autore tra famiglie e archivi

Per dare voce alle vittime, Mancinone ha intrapreso un percorso umano e investigativo. Ha visitato le case delle famiglie colpite dal lutto. Ha incontrato mogli, madri, figlie e amici dei defunti.

Questi incontri hanno fatto riaffiorare ricordi dolorosi. Le vite sono state spezzate in contesti lavorativi diversi. Si menzionano miniere, cantieri, campagne, fabbriche e strade.

La ricostruzione dei fatti non si è fermata ai racconti personali. L'autore ha consultato una vasta gamma di fonti. Sono stati esaminati atti giudiziari, articoli di giornale e registri anagrafici comunali. Anche archivi pubblici e privati hanno contribuito all'indagine.

Un tributo di vite inaccettabile

Durante il suo viaggio nei territori, Mancinone ha incontrato persone resilienti. Molti attendono ancora giustizia per i loro cari. Altri custodiscono il loro dolore in silenzio.

La rabbia e il dolore sono palpabili. Si percepisce la consapevolezza che molte di queste morti potevano essere evitate. L'autore sottolinea un dato allarmante: i decessi sul lavoro superano di cinque volte gli omicidi legati alla criminalità organizzata.

Inoltre, le morti bianche sono quattordici volte superiori ai femminicidi. Questo rappresenta un tributo di vite umane ritenuto eccessivo e inaccettabile.

Sicurezza sul lavoro: un costo da tagliare?

Giovanni Mancinone, già autore di opere premiate come 'Molise Criminale' e 'Mostri', propone soluzioni concrete. Per arginare questa strage, sono necessarie iniziative strutturate e mirate.

Tuttavia, l'autore critica un approccio sistemico che considera la sicurezza e la salute sul lavoro come un mero costo da ridurre. Questa mentalità favorisce condizioni lavorative precarie e pericolose.

Fattori come lo sfruttamento, il subappalto, il lavoro nero, il caporalato, la precarietà, la fretta e la scarsa formazione contribuiscono all'insicurezza. Mancinone definisce le morti sul lavoro una vergogna nazionale.

Si tratta di un tradimento inaccettabile dei principi fondamentali della Costituzione repubblicana italiana. Il libro mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e a stimolare un dibattito su questi temi cruciali.

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