Una cittadina statunitense, madre di sette figli, è stata arrestata a Milano dopo essere sbarcata a Malpensa. Accusata di una truffa risalente al 2014 negli Stati Uniti, è stata scarcerata grazie alla prescrizione del reato secondo la legge italiana.
Arresto e scarcerazione a Milano
Una 50enne cittadina statunitense è stata fermata all'aeroporto di Malpensa. La donna, originaria della Corea, era arrivata in Italia per attività legate alla sua comunità religiosa. La sua permanenza è stata interrotta da un mandato di arresto internazionale. Le accuse riguardano una presunta truffa aggravata avvenuta nel 2014. La richiesta di arresto era partita da Seoul, dove si sarebbe verificato il reato.
Tuttavia, le autorità italiane hanno riscontrato un ostacolo legale all'estradizione. I fatti contestati risalgono a quasi un decennio fa. Secondo l'ordinanza della Corte d'Appello di Milano, i termini di prescrizione previsti dall'ordinamento italiano sono ampiamente decorsi. Questo impedisce, al momento, la consegna della donna alle autorità sudcoreane.
Dettagli della presunta truffa
La donna, residente nello Utah, è accusata di aver convinto un'investitrice coreana a effettuare 14 bonifici bancari. L'ammontare totale dei versamenti ammonterebbe a circa 1,6 milioni di dollari. La promessa era quella di lucrosi interessi mensili derivanti da operazioni immobiliari ad alto rendimento nello Utah. Per avvalorare la sua posizione, si sarebbe presentata come un'imprenditrice ricca e influente.
Tra le somme ricevute, una si distingue per l'entità: 1,4 milioni di dollari. Questi fondi sarebbero stati destinati all'acquisto di un appartamento. La donna avrebbe falsamente affermato che l'immobile avrebbe generato profitti dalla sua successiva rivendita. Le sue dichiarazioni, secondo gli atti giudiziari, erano consapevolmente false.
La posizione legale
L'avvocato difensore, Alexandro Maria Tirelli, ha sottolineato la posizione della sua assistita. La donna è descritta come un'imprenditrice con circa 100 dipendenti e madre di sette figli. La sua famiglia e la sua comunità sono caratterizzate da forti valori etici e religiosi. Il legale ha evidenziato come la vicenda sia di natura essenzialmente contrattuale.
L'avvocato ha inoltre ribadito che, secondo il diritto italiano, l'ipotesi di truffa sarebbe prescritta da quasi 10 anni. Ha quindi sollecitato le autorità competenti, inclusa l'Interpol, a revocare la segnalazione. L'obiettivo è ristabilire il primato del diritto su procedure burocratiche automatiche. La donna, dopo la revoca della custodia cautelare, si trova ora in un appartamento preso in affitto a Milano.
Il contesto della comunità mormone
La donna arrestata fa parte della comunità dei mormoni, una confessione religiosa con una forte presenza nello Utah, spesso definito appunto lo "Stato dei mormoni". La sua origine è legata a una coppia fuggita dalla Corea del Sud negli anni '50 a causa della guerra. L'arresto è avvenuto non appena è sbarcata a Malpensa, proveniente da New York, durante i controlli di routine.
La vittima della presunta truffa ha sporto denuncia in Corea una volta accertato che i soldi investiti non sarebbero rientrati. Questo ha innescato l'iter giudiziario che ha portato alla richiesta di arresto internazionale. La prescrizione del reato secondo la legge italiana ha però bloccato l'estradizione e portato alla scarcerazione della donna a Milano.