Una mostra a Capodimonte rende omaggio a Carlo Maria Mariani con "I Segni dei Tempi", opera donata dalla Fondazione Mariani di New York. L'esposizione, curata da Martino e Viliani, include altre opere dell'artista e reperti del museo. Una seconda mostra è prevista a Milano in autunno.
Nuova esposizione a Capodimonte
Il Museo e Real Bosco di Capodimonte ospita una mostra dedicata a Carlo Maria Mariani. L'evento celebra la generosa donazione del dipinto "I Segni dei Tempi". L'opera, realizzata nel 2019 con tecnica ad olio su tela, misura 91,5x91,5 cm. La donazione proviene dalla Fondazione Carlo Maria Mariani con sede a New York.
L'esposizione, intitolata "I Segni dei Tempi", si terrà dal 16 aprile al 14 luglio. L'artista è descritto come "l'ultimo degli antichi e il primo dei contemporanei". La curatela è affidata ad Antonio Martino e Andrea Viliani. La mostra si svolgerà nella sala 6, al primo piano del museo.
Il direttore del museo, Eike Schmidt, ha definito la mostra "densa di significato". Essa celebra la donazione della tela alla sede napoletana. La Carlo Maria Mariani and Carol Lane Mariani Foundation di New York ha reso possibile questo gesto. L'esposizione amplia la comprensione dell'artista. Sono presenti altre sette opere di Mariani. Queste sono affiancate da una selezione di oggetti dalle collezioni del museo.
Omaggio a Mariani anche a Milano
In concomitanza con l'evento napoletano, il direttore della Pinacoteca di Brera, Angelo Crespi, ha annunciato un'altra mostra. Questa sarà dedicata a Mariani e si terrà a Milano in autunno. La rassegna si svolgerà a Palazzo Citterio. Le date previste sono dall'8 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027.
La ricerca figurativa di Mariani (nato a Roma nel 1931 e scomparso a New York nel 2021) è complessa e stratificata. La sua opera occupa una posizione autonoma nell'arte recente. Essa unisce l'eredità classica al pensiero contemporaneo. "I Segni dei Tempi" è considerata l'opera fondamentale del maestro. Il percorso espositivo mira a creare un dialogo armonico. Questo confronto avviene tra storia e attualità. Si attraversano periodi come la Magna Grecia, il Rinascimento e il Grand Tour.
Sono state selezionate otto opere. Tutte provengono da collezioni private. Tra queste, "Iper/ri/cognizione 2" (1974), "Orfeo" (1979) ed "Ercole che riposa" (1976). Queste opere richiamano la statuaria classica e le sue reinterpretazioni. Si collegano anche alla pittura rinascimentale e alle sue evoluzioni neoclassiche.
Le opere "Composizione 5" e "Dopo il bagno" (1989) esplorano la genealogia dell'arte moderna. Esse dialogano con artisti come Joseph Beuys e Marcel Duchamp. Un riferimento esplicito si trova nell'opera che dà il titolo alla mostra. Qui è presente il "Porte-bouteilles" (1914) di Duchamp. "Gentil e Gaia" (1974) documenta una performance presso le Logge di Raffaello.
Opere dal museo e documenti
Dalla collezione del museo di Capodimonte sono esposti tre piatti della manifattura Giovine. Questi presentano fiori e frutti e risalgono al periodo 1818-19. È presente anche un bronzetto dell'Ercole Farnese. Nell'allestimento sono incluse due rare edizioni di volumi importanti. Si tratta di "Marcel Duchamp, Le marchand du sel" (Rumma Editore, 1969) dall'Archivio Marcello e Lia Rumma. E di "Joseph Beuys, Tracce in Italia" (Amelio Editore, 1978) dall'Archivio Amelio Santamaria.
A cinque anni dalla scomparsa del pittore, questa mostra segna un ritorno simbolico per l'artista a Napoli. Mariani aveva esposto in città nel 1978 presso lo Studio Trisorio. L'evento sottolinea l'importanza della sua eredità artistica.