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Il festival "Memorie migranti" giunge alla sua XIX edizione a Gualdo Tadino, quest'anno dedicato alla figura di Piero Angela. L'evento esplora i fenomeni migratori storici e attuali, promuovendo riflessione e dialogo.

Festival "Memorie migranti" a Gualdo Tadino

La città di Gualdo Tadino ospita la XIX edizione del festival "Memorie migranti". L'evento culturale, organizzato dal Museo regionale dell'Emigrazione Pietro Conti e dal Comune, si propone di stimolare un confronto tra il passato e il presente delle migrazioni. Quest'anno, la manifestazione rende omaggio alla memoria di Piero Angela, figura di spicco nella divulgazione scientifica.

L'iniziativa gode del sostegno della Regione. Mira a diventare uno spazio di profonda riflessione sulle origini e le evoluzioni dei flussi migratori. Il festival si inserisce nelle celebrazioni per l'ottavo centenario della morte di San Francesco. Fa parte anche del progetto "Francesco. Il cammino di Gualdo".

Un ponte tra epoche e culture

"Memorie migranti" non è solo un evento culturale. Si configura come un vero e proprio collegamento ideale tra diverse epoche storiche. Da un lato, si ricorda l'emigrazione italiana tra il XIX e il XX secolo. Dall'altro, si analizzano le nuove migrazioni globali contemporanee. Il tutto viene interpretato alla luce dei grandi cambiamenti del nostro tempo.

Il festival si ispira al messaggio francescano di fraternità universale. Propone una lettura umana e condivisa dei fenomeni migratori. Supera le distanze geografiche e temporali. L'obiettivo è promuovere una maggiore comprensione reciproca.

Programma dell'evento

La giornata di apertura si è svolta presso la Mediateca del museo. L'evento è iniziato alle ore 11. Sono intervenuti il sindaco e presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti. Hanno preso la parola anche l'assessore alla Cultura, Gabriele Bazzucchi, e la direttrice del museo, Catia Monacelli. I saluti istituzionali hanno dato il via ai lavori.

Successivamente, l'attore Marco Panfili ha offerto letture dedicate alla memoria storica. Ha rievocato l'epopea dei 27 milioni di italiani che emigrarono tra il XIX e il XX secolo. Lo sguardo si è poi spostato sull'attualità. È stata presentata la mostra fotografica "Migrantes. Oltre il Confine". Il fotoreporter Roberto Battaglia ha esposto il suo lavoro. La mostra è un'intensa indagine visiva sulle migrazioni contemporanee. Si focalizza anche sulla tutela dei diritti umani.

Esposizione e accesso al museo

L'inaugurazione ufficiale della mostra si è tenuta nella chiesa monumentale di San Francesco. Questo luogo riveste un forte valore simbolico. L'esposizione resterà aperta al pubblico fino al 7 giugno. In occasione del festival, il museo regionale dell'Emigrazione offrirà un'apertura straordinaria. Sarà possibile visitare il museo gratuitamente per un'intera giornata. L'orario di apertura sarà dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Il "Memorie migranti festival" si conferma un appuntamento culturale di rilievo in Umbria. Riesce a unire la memoria storica con l'attualità. Promuove l'identità locale e l'apertura verso il mondo. Nel ricordo di Piero Angela, divulgatore che ha reso la conoscenza uno strumento di crescita civile, l'edizione 2026 sottolinea il valore della cultura. Essa è vista come chiave per comprendere il mondo. Serve anche a costruire ponti tra le persone.

L'evento è un invito alla partecipazione. Ma soprattutto, è un invito alla riflessione su un tema che continua a definire il nostro tempo. La migrazione è un fenomeno complesso e in continua evoluzione.

Domande frequenti

Cos'è il festival "Memorie migranti"?

Il festival "Memorie migranti" è un evento culturale che si tiene a Gualdo Tadino. Giunto alla sua XIX edizione, esplora i fenomeni migratori storici e attuali, promuovendo la riflessione e il dialogo interculturale. Quest'anno è dedicato alla memoria di Piero Angela.

Dove si svolge il festival "Memorie migranti"?

Il festival si svolge a Gualdo Tadino, in Umbria. Le principali sedi dell'evento includono la Mediateca del museo regionale dell'Emigrazione Pietro Conti e la chiesa monumentale di San Francesco.

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