Antonio Gozzi, presidente di Federacciaio, esprime forte preoccupazione per il futuro industriale europeo. Sottolinea il rischio di desertificazione dovuto a politiche ambientali estreme e all'assenza di centralità per l'industria.
L'allarme di Gozzi sulla crisi industriale
Il presidente di Federacciaio, Antonio Gozzi, lancia un grido d'allarme. La situazione attuale minaccia seriamente il continente europeo. Si profila il rischio concreto di una vera e propria desertificazione industriale.
Questa prospettiva non è improvvisa. Deriva da anni di disattenzione verso il settore industriale. La sua centralità è stata progressivamente erosa. Un ruolo decisivo è giocato dal cosiddetto green deal.
Le politiche ambientali sono state definite ideologiche ed estremiste. Hanno trasformato la necessaria decarbonizzazione in un processo dannoso. La transizione ecologica rischia di diventare sinonimo di svuotamento produttivo.
Il paradosso del "green deal"
Gozzi evidenzia un paradosso fondamentale. «In un deserto non c'è niente di verde», afferma. Questo monito sottolinea l'insostenibilità di un approccio che sacrifica l'industria in nome dell'ambiente.
Senza un comparto industriale forte, l'Europa perde la sua essenza. L'industria contribuisce in modo determinante all'economia. Offre stabilità sociale e rafforza la democrazia.
Il messaggio lanciato da Gozzi è chiaro. L'Europa non può permettersi di ignorare il suo tessuto produttivo. La sua stessa esistenza è legata alla vitalità industriale.
L'Europa e la protezione dell'acciaio
L'intervento di Gozzi avviene a margine di un importante convegno. Si tratta di «Genova e Liguria capitali dell'economia del mare 2026». L'evento è organizzato da Confindustria.
Recentemente, l'Europa ha compiuto un primo passo. È stata adottata un'iniziativa di salvaguardia per l'acciaio europeo. Si tratta di una misura significativa per proteggere il settore.
Questa azione mira a recuperare ritardi accumulati. Il presidente di Confindustria, Orsini, ha più volte sottolineato queste lentezze. È necessaria una svolta nella governance europea.
La stanchezza degli industriali italiani
Gli industriali italiani sono stanchi. Manifestano frustrazione nel vedere un'Europa assente. L'Europa non sembra garantire la centralità necessaria ai problemi industriali.
La mancanza di decisioni tempestive e incisive crea incertezza. Le imprese faticano a competere in un contesto globale complesso.
La richiesta è di un cambio di rotta. Le politiche europee devono supportare attivamente l'industria. Solo così si potrà evitare la desertificazione temuta da Gozzi.