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Donne fuggite da zone di guerra a Genova ricevono formazione e opportunità lavorative per assistere anziani soli. Il progetto unisce Sant'Egidio e Asef per un'integrazione concreta.

Nuove opportunità per donne rifugiate a Genova

La Comunità di Sant'Egidio e Asef, azienda di servizi funebri genovese, collaborano per offrire un futuro a donne arrivate in Liguria tramite corridoi umanitari.

Tre donne, due dalla Siria e una dalla Somalia, hanno ricevuto un'opportunità di formazione e potenziale inserimento lavorativo.

L'obiettivo è formarne collaboratrici domestiche per assistere anziani soli e con ridotta autonomia.

Percorsi di formazione e inserimento lavorativo

Il progetto, finanziato da Asef, mira a supportare i soggetti più fragili. Le donne sono arrivate in Italia, e specificamente a Genova, grazie ai corridoi umanitari.

Dopo la formazione, seguirà un periodo di affiancamento con volontari esperti di Sant'Egidio.

Le attività previste includono assistenza domestica, accompagnamento a visite mediche, disbrigo pratiche e piccole spese quotidiane.

Unione di forze per l'integrazione

Andrea Chiappori, responsabile di Sant'Egidio Liguria, sottolinea l'importanza della collaborazione tra enti privati e aziende.

«Unire le forze trasforma i corridoi umanitari in vere opportunità di vita», afferma Chiappori.

Questo progetto permette anche agli anziani di ricevere supporto e rimanere nelle proprie case.

Speranza e fiducia nel futuro

Maurizio Barabino, amministratore unico di Asef, evidenzia la realtà dei conflitti globali e dei flussi migratori.

«Le guerre purtroppo sono ovunque», dichiara Barabino.

L'azienda ha riconosciuto la professionalità di Sant'Egidio e offre borse lavoro per un nuovo inizio.

Questo percorso mira a infondere fiducia nell'avvenire per queste donne e le loro famiglie.

Domande frequenti

Cosa prevede il progetto di Sant'Egidio e Asef per le donne rifugiate a Genova?

Il progetto offre formazione professionale e opportunità di inserimento lavorativo per donne fuggite da zone di guerra. L'obiettivo è formarle come collaboratrici domestiche per assistere anziani soli e bisognosi di aiuto, garantendo loro un percorso di integrazione e autonomia.

Come vengono selezionate le donne che partecipano al progetto?

Le donne coinvolte sono arrivate in Italia, e a Genova, attraverso corridoi umanitari, spesso fuggendo da situazioni di conflitto o instabilità. La selezione avviene in collaborazione con la Comunità di Sant'Egidio, che valuta le necessità e le potenzialità delle singole persone.

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