Condividi
AD: article-top (horizontal)

Un uomo di 60 anni è deceduto a Genova pochi giorni dopo essere stato dimesso dall'ospedale Villa Scassi. La perizia indica che una diagnosi corretta avrebbe potuto salvarlo nel 70% dei casi.

Dimissioni dall'ospedale Villa Scassi di Genova

Un uomo di 60 anni è stato trovato senza vita nella sua abitazione. Il decesso è avvenuto pochi giorni dopo la sua dimissione dal pronto soccorso dell'ospedale Villa Scassi di Genova. L'autopsia ha rivelato la causa della morte: una dissezione aortica con rottura, che ha portato a un'emorragia interna fatale.

L'uomo si era recato al pronto soccorso il 1° maggio 2022. Lamentava un forte dolore toracico, sintomo che solitamente richiede attenzione immediata. Nonostante la gravità del sintomo, il paziente è stato dimesso. La diagnosi fornita è stata di semplice mal di schiena. Gli è stata prescritta una terapia per alleviare il dolore.

Le sue condizioni, tuttavia, sono peggiorate rapidamente una volta tornato a casa. L'emorragia interna, causata dalla lacerazione dell'aorta, ha portato al tragico epilogo. La famiglia ha avviato un'indagine per chiarire le circostanze del decesso.

Criticità nella gestione del caso clinico

Le indagini preliminari hanno fatto emergere diverse criticità. Secondo quanto emerso nel procedimento penale, la TAC eseguita in pronto soccorso avrebbe dovuto suggerire ulteriori approfondimenti. Questi accertamenti sarebbero stati necessari prima di procedere alla dimissione del paziente. Il medico di turno è attualmente indagato per omicidio colposo.

Durante l'udienza preliminare, il giudice ha ascoltato le argomentazioni della difesa dell'indagato, rappresentata dall'avvocato Boggio. Sono state inoltre presentate le conclusioni dei periti nominati dal giudice. Entrambe le parti hanno evidenziato delle problematiche nella gestione del caso specifico.

La perizia tecnica ha sottolineato un punto cruciale. Il paziente lamentava dolore toracico, un sintomo che avrebbe dovuto far sospettare una patologia aortica acuta. La dimissione con la sola diagnosi di lombalgia è stata quindi ritenuta inappropriata dai periti. Hanno inoltre evidenziato la probabilità di mortalità elevata in caso di dissezione aortica non trattata tempestivamente. I dati indicano una mortalità tra il 9% e il 30% in questi casi.

Tuttavia, la stessa perizia ha aggiunto un elemento fondamentale. Circa il 70% dei pazienti con dissezione aortica avrebbe potuto sopravvivere. La salvezza sarebbe stata possibile attraverso una diagnosi corretta e un intervento medico rapido. I periti hanno quindi riconosciuto un nesso causale tra la gestione clinica in pronto soccorso e l'esito fatale. Hanno comunque precisato che questo nesso è da intendersi nei termini probabilistici tipici delle perizie tecniche.

Rinvio dell'udienza preliminare

L'udienza preliminare, inizialmente prevista nei giorni scorsi, è stata rinviata. La discussione si terrà a giugno. In quella sede, il giudice dovrà prendere una decisione importante. Dovrà valutare se ci sono gli elementi sufficienti per rinviare a giudizio il medico indagato. In alternativa, potrà disporre l'archiviazione del procedimento.

La vicenda solleva interrogativi sulla gestione delle emergenze mediche e sull'importanza di una diagnosi accurata. La famiglia della vittima attende giustizia e spera che simili tragedie possano essere evitate in futuro. La comunità di Genova attende sviluppi in questo caso che ha scosso la città.

AD: article-bottom (horizontal)