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Nove anarchici genovesi affronteranno il tribunale per la pubblicazione di una rivista clandestina. Cinque sono accusati di apologia di terrorismo, mentre tutti sono imputati per la diffusione di materiale senza registrazione. Il processo inizierà a Massa a novembre 2026.

Rinvio a giudizio per nove anarchici

La giudice per l'udienza preliminare di Genova, Alice Serra, ha disposto il rinvio a giudizio per nove persone. Cinque di loro devono rispondere di istigazione e apologia con finalità di terrorismo. L'accusa riguarda anche l'eversione dell'ordine democratico. Tutti e nove sono imputati per la pubblicazione di materiale stampato senza la dovuta registrazione. Questo avviene nell'ambito di un'indagine su una rivista clandestina. La pubblicazione in questione si chiama Bezmotivny.

Il processo prenderà il via presso il Tribunale di Massa. La data fissata per l'inizio è il 12 novembre 2026. Questa vicenda rappresenta la seconda fase di un'indagine complessa. L'indagine è stata condotta dalla Digos di Genova e Massa. Le attività investigative sono state coordinate dall'allora sostituto procuratore della DDA di Genova, Federico Manotti.

Assoluzioni precedenti e ricorso in appello

Una precedente tranche dell'indagine aveva già portato a provvedimenti. Nel 2023, quattro indagati erano stati posti agli arresti domiciliari. Per loro, il procedimento era stato separato. Era stata richiesta l'applicazione del giudizio immediato. Il Tribunale di Massa, nel febbraio 2025, aveva emesso una sentenza di assoluzione. I giudici avevano stabilito che «il fatto non sussiste» per l'accusa di istigazione e apologia a fini terroristici. L'eversione dell'ordine democratico era stata anch'essa esclusa.

Tuttavia, uno dei quattro era stato condannato. La pena inflitta era di otto mesi. La condanna riguardava il reato di offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica. Il procuratore aggiunto Manotti ha presentato ricorso in appello contro questa assoluzione. L'udienza per il suo appello non è stata ancora fissata. La sua azione legale mira a ribaltare la decisione del tribunale di primo grado.

Contenuti della rivista e presunto proselitismo

Nella seconda fase dell'indagine, altre cinque persone sono imputate per lo stesso reato. Si tratta di istigazione e apologia con finalità di terrorismo. Gli imputati pubblicavano sulla rivista Bezmotivny gli scritti di Alfredo Cospito. Condividevano apertamente le posizioni della cellula anarchica Fai/Fri. La rivista ospitava anche rivendicazioni di attentati incendiari. Questi atti erano di matrice anarchica.

Inizialmente, la procura aveva contestato anche l'associazione con finalità terroristiche. Tuttavia, il Tribunale del Riesame aveva escluso questa ipotesi. Erano stati invece confermati gli altri reati contestati. Tra questi, figurava l'offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica. Secondo gli investigatori, il gruppo non si limitava alla pubblicazione. Faceva proselitismo attivo. Le attività di propaganda si estendevano anche nelle scuole. L'obiettivo era coinvolgere minorenni. Si volevano creare «nuove leve» per il movimento. Durante il blitz, era stata sequestrata la tipografia Avenza Grafica a Massa.

Domande e Risposte

Perché questi anarchici sono finiti a processo?

Sono finiti a processo perché accusati di aver pubblicato una rivista clandestina, Bezmotivny. Cinque di loro sono imputati per istigazione e apologia di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico. Tutti e nove sono accusati della pubblicazione di materiale senza registrazione obbligatoria.

Cosa era successo nella precedente fase dell'indagine?

Nella precedente fase, quattro persone erano state agli arresti domiciliari. Il tribunale di Massa li ha poi assolti dall'accusa di apologia di terrorismo. Uno di loro è stato condannato per offesa al Presidente della Repubblica. Il procuratore ha presentato appello contro le assoluzioni.

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