Le Giornate dantesche a Foligno proseguono l'analisi del canto XI del Paradiso, con un focus sul legame tra Dante e San Francesco. Oggi interviene il vescovo Felice Accrocca, esperto di francescanesimo. L'evento celebra anche la prima stampa della Divina Commedia avvenuta in città.
Foligno celebra Dante e San Francesco
La città di Foligno vive un'atmosfera di attesa culturale. Le Giornate dantesche animano i palazzi storici. Eventi e letture attirano un pubblico numeroso. La cultura diventa strumento di connessione. Si confrontano studiosi di rilievo nazionale. L'eredità di Dante Alighieri viene esplorata. Non è una semplice celebrazione. È un dialogo vivo con il passato. Si discute di lingua, storia e identità.
L'assessore alla cultura, Alessandra Leoni, sottolinea l'importanza del percorso. Foligno vanta un primato storico. Qui nacque la prima edizione a stampa della Divina Commedia. La data è l'11 aprile 1472. La stamperia era quella di Orfini-Numeister. Questo evento storico è una responsabilità. Trasformare la memoria in un futuro fertile. L'obiettivo è superare i confini regionali. La città è un laboratorio culturale.
Il canto XI e il legame con Assisi
Il tema centrale di questa edizione è l'XI canto del Paradiso. Questo canto porta a riflettere su San Francesco d'Assisi. L'incrocio tra Dante e Francesco non è casuale. È un legame necessario. Lo spiega Cristiana Brunelli, curatrice scientifica del festival. Il suo approccio unisce rigore e visione. L'anniversario diventa occasione critica. Brunelli costruisce ponti tra discipline. Collega Dante e Francesco. Unisce testo e territorio. Fonde memoria e contemporaneità.
«È un intreccio naturale», afferma Brunelli. Riguarda due figure centrali. E un luogo che le ha viste entrambe. Dante descrive Francesco attraverso Tommaso. Ma il gesto radicale di spogliarsi di tutto. Questo accade proprio qui, a Foligno. La filologia si fa materia viva. Una scultura di Pietro Battoni lo ricorda. Si trova tra piazza della Repubblica e palazzo delle Canoniche. Due mani sorreggono vesti. Rappresentano la forza di quel gesto. Non è un simbolo lontano. È una domanda aperta ancora oggi.
«Francesco è il santo più amato», prosegue Brunelli. È anche una figura chiave. Ha segnato la cultura medievale e dantesca. Ancora oggi la sua figura ci scuote. Il festival prosegue con interventi autorevoli. Oggi, alle 16:30, si terrà un evento speciale. Nella sala Sisto IV di Palazzo Trinci. Interverrà il vescovo Felice Accrocca. È un massimo esperto di francescanesimo. Rileggerà il rapporto tra Dante e il poverello di Assisi. Il tema è la «sorella povertà». Un concetto che interroga il nostro tempo.
Conclusione del festival e fiera editoriale
La chiusura del festival è prevista per il giorno successivo. Sarà scandita da quattro appuntamenti. Non mancherà il Dog-trekking. Un'esperienza di cammino consapevole. Si potrà partecipare con il proprio cane. Ci sarà il canto delle confraternite laicali del XII secolo. A cura della Cantoria Mevaniae. L'appuntamento è alle 11 a Palazzo Trinci. Seguirà un concerto medievale alle 16:30. Infine, interverrà lo storico Franco Cardini. Affronterà il tema provocatorio: «Perché a te»: un santo inattuale. L'incontro si terrà alle 18 nella sala Faloci Pulignani.
Parallelamente, nella corte di Palazzo Trinci, è in corso una fiera editoriale. Dedicata a Dante e al Medioevo. È iniziata il giorno precedente. E proseguirà fino alla conclusione del festival. Un'occasione per approfondire il tema. Un viaggio nella cultura medievale. Foligno si conferma un centro culturale vivace. Le Giornate dantesche sono un successo.