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L'Inter vince contro il Como mostrando maturità e carattere, allungando in classifica. Cristian Chivu elogia la reazione della squadra dopo un primo tempo difficile, evidenziando l'importanza delle palle inattive e il contributo di giocatori come Thuram e Dumfries.

Chivu: "Reazione da grande squadra"

Il tecnico dell'Inter, Cristian Chivu, ha espresso soddisfazione per la vittoria ottenuta contro il Como. «Sapevamo che non sarebbe stata semplice», ha dichiarato Chivu. Il Como ha dimostrato di lottare per obiettivi importanti nel corso del primo tempo. In quella fase iniziale, la squadra nerazzurra ha mostrato fatica nel trovare spazi e un certo appannamento. Il primo gol è stato un momento cruciale. La svolta è arrivata nella ripresa, con un cambio di passo deciso e l'inserimento del carattere necessario.

Chivu ha poi analizzato il lavoro sulle palle inattive. «È frutto di quel che fa lo staff», ha spiegato. La squadra ha cercato di prepararle al meglio, riconoscendole come una grande occasione per segnare. La presenza di ottimi tiratori e saltatori rende fondamentale curare questi dettagli. Il rientro di Dumfries ha inoltre aggiunto potenza fisica e capacità di inserimento al gruppo.

Maturità e ambizioni nel rush finale

La rimonta contro il Como rappresenta solo la seconda nella stagione per l'Inter, dopo quella contro il Pisa. «È una vittoria di grande maturità», ha sottolineato Chivu. La squadra ha dimostrato di saper interpretare i momenti della partita. A sette giornate dalla fine, è fondamentale alzare le ambizioni. Capire l'importanza di allungare sulla seconda in classifica è stato un passo decisivo. Nel primo tempo, l'intensità del Como ha sorpreso, ma la reazione successiva è stata caratterizzata da grande carattere.

Riguardo alla corsa Scudetto, Chivu ha preferito mantenere un profilo cauto, simile a quello dei colleghi che parlano di qualificazione in Champions League. «Siamo felici anche noi di avvicinarci all’obiettivo», ha affermato, evitando di dichiarare la chiusura del campionato. La concentrazione rimane alta per raggiungere il traguardo.

Thuram e Dumfries: protagonisti in attacco

In assenza di Lautaro Martinez, Marcus Thuram si è preso sulle spalle l'attacco dell'Inter. Dopo un gol e due assist contro la Roma, l'attaccante francese si è ritrovato nuovamente senza il suo compagno preferito. Per i primi 45 minuti, ha toccato pochi palloni. La sua prima vera incisività si è vista nel recupero del primo tempo, seguita da un'altra azione importante all'inizio della ripresa.

«Siamo riusciti a segnare prima dell’intervallo e ci ha aiutato per la ripresa», ha commentato Thuram. Il gol segnato in nazionale gli ha dato una carica in più. «Mi ha fatto bene, ho cambiato aria. Sono tornato con più fiducia di quando sono partito ed è meglio per l’Inter», ha aggiunto. La squadra ha saputo soffrire e reagire, rendendo questa vittoria importante. Thuram si è detto contento anche per Dumfries. «La lotta Scudetto, finché non è matematicamente fatta, non è chiusa», ha ribadito. Ha poi scherzato sulla sua doppia cifra di gol: «Ci ho messo un po’ più di tempo del solito, ma ce l’abbiamo fatta». L'essenziale, per lui, è la vittoria dell'Inter.

Dumfries, autore di una doppietta, si è aggiudicato il titolo di MVP della gara. «Sono contento di aver segnato, ma la cosa più importante è la vittoria della squadra», ha dichiarato a Dazn. Ha riconosciuto la forza del Como e si è detto orgoglioso della risposta della squadra. Anche il centrocampista Nicolò Barella ha elogiato il Como, definendolo una «grande squadra» e sottolineando la difficoltà di vincere sul loro campo. «Noi abbiamo fatto quel che sappiamo», ha affermato Barella, evidenziando la voglia di vincere ancora. «Non è ancora finito niente», ha aggiunto. La sua reazione di rabbia dopo il 2-0 è stata definita «normale», parte del suo carattere. «Ci sta venire qui e soffrire. Però la reazione è stata da squadra super», ha concluso. Riguardo allo Scudetto, ha invitato alla pazienza: «Aspettiamo ancora un po’... Ci sono tante altre partite, se non le vinciamo le concorrenti attendono un errore. È tutto nelle nostre mani».

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