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L'assessore Mauro Mariangeli di Città di Castello ha chiarito che la sostituzione dei cestini nel centro storico non ha comportato spese aggiuntive. L'opposizione solleva dubbi sulla gestione e sui costi passati.

Nuovi cestini in centro storico

Nel Consiglio Comunale di Città di Castello è emerso un acceso dibattito. L'argomento centrale riguarda la sostituzione dei cestini per i rifiuti. L'amministrazione comunale ha fornito rassicurazioni. Ha affermato che non ci sono stati costi aggiuntivi per l'operazione. L'opposizione, tuttavia, nutre perplessità. Solleva dubbi sulle spese complessive e sulla gestione del servizio.

Il confronto rimane aperto. Potrebbe proseguire in futuro in sede di commissione. L'assessore all'Ambiente, Mauro Mariangeli, ha preso la parola. Ha risposto a un'interrogazione presentata da Emanuela Arcaleni. La consigliera è capogruppo di Castello Cambia. L'assessore ha voluto chiarire la posizione della giunta.

Sostituzione cestini senza costi aggiuntivi

L'assessore Mariangeli ha dichiarato con fermezza: «La sostituzione dei cestini per i rifiuti nel centro storico di Città di Castello è stata eseguita da Sogepu». Ha specificato che l'intervento rientra nella gestione ordinaria del servizio. «Non ha comportato alcun costo aggiuntivo», ha assicurato. L'intervento ha interessato 30 postazioni. In queste, i contenitori per la raccolta differenziata sono stati rimpiazzati. Sono stati sostituiti con cestini monoblocco per il rifiuto residuo. Questi erano già disponibili in magazzino. Erano parte della dotazione ordinaria dell'azienda.

L'assessore ha inoltre precisato un altro punto importante. Le operazioni di smontaggio e installazione sono state svolte direttamente dal personale di Sogepu. Non è stato necessario ricorrere a manodopera esterna. La scelta di procedere con questa sostituzione è maturata nel tempo. È stata dettata da criticità riscontrate. Le postazioni con tre contenitori venivano utilizzate in modo errato. I conferimenti non erano conformi alle regole. Questa situazione era stata segnalata più volte. Anche gli organismi di controllo del servizio avevano evidenziato il problema. L'uso difforme rendeva complicato il lavoro degli operatori. Si trovavano a gestire rifiuti di fatto indifferenziati. La decisione di adottare un'unica tipologia di cestino è stata quindi ritenuta più adeguata. È considerata più coerente con le reali modalità di utilizzo. È anche in linea con quanto avviene in molte altre città. I cestini rimossi non andranno sprecati. Saranno riutilizzati in altre zone del territorio comunale.

Dubbi dell'opposizione sui costi passati

L'assessore Mariangeli ha ricordato la storia dei contenitori sostituiti. I contenitori a tre scomparti erano stati installati nel 2021. Facevano parte di un progetto di riqualificazione dell'arredo urbano. Questo progetto era stato avviato da Sogepu nel 2019. Il costo unitario di ogni postazione era stato di 510 euro. A questa cifra si aggiungevano circa 79 euro per l'installazione. Questa ricostruzione dei fatti non convince l'esponente dell'opposizione. Emanuela Arcaleni ha definito «surreale» l'affermazione che non ci siano costi aggiuntivi. «Il costo c'è stato eccome», ha dichiarato. «Sostenuto evidentemente in altri momenti».

La consigliera ha sollevato interrogativi sul numero di cestini acquistati negli anni. Ha chiesto chiarimenti sulle risorse impiegate. «Se Sogepu può sostituirne 30 senza acquistarli, quanti ne ha in magazzino? Di che numeri stiamo parlando?», ha chiesto. Sono emersi dubbi anche sulla programmazione. «Se la fornitura risale al 2019, con un costo non modico, quanto è stato speso complessivamente da una società che, come sappiamo, non naviga in acque tranquille?», ha aggiunto. Per fare chiarezza su costi, forniture e gestione del servizio, è stata avanzata una richiesta. Si chiede la convocazione di una nuova commissione Controllo e garanzia. La richiesta è stata rilanciata nel pomeriggio di ieri.

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