Due fratelli sono stati arrestati dai carabinieri a Mussolente per una tentata rapina in banca avvenuta nel 2025. Nonostante l'uso di pistole e maschere, i malviventi non sono riusciti a completare il colpo a causa di un sistema di sicurezza temporizzato.
Rapina sventata in banca a Mussolente
I carabinieri hanno concluso un'indagine su una tentata rapina. Il fatto risale al 13 agosto 2025. L'obiettivo era una filiale bancaria situata a Mussolente, in provincia di Vicenza. L'operazione ha portato all'arresto di due fratelli di nazionalità albanese.
Il provvedimento restrittivo è stato eseguito dai militari di Bassano del Grappa. Hanno ricevuto supporto dai colleghi di Romano d'Ezzelino. Anche Castelfranco Veneto ha partecipato all'operazione. I due arrestati sono un uomo di 31 anni e uno di 29 anni. Il primo risiede a Romano d'Ezzelino. Il secondo vive a Riese Pio X, nel Trevigiano.
Il piano dei rapinatori e la fuga
I due fratelli sono entrati nell'istituto di credito. Erano armati di pistola. I loro volti erano nascosti da maschere in lattice. Hanno intimato al personale e a una cliente di radunarsi. Hanno ordinato loro di sedersi a terra. Una dipendente è stata obbligata ad aprire le casseforti.
Tuttavia, le casse erano protette da un sistema di sicurezza avanzato. Questo sistema prevedeva un ritardo di 20 minuti. L'apertura era possibile solo dopo l'inserimento del codice. I rapinatori hanno quindi rinunciato al colpo. Sono fuggiti rapidamente. La loro fuga è avvenuta a bordo di un ciclomotore.
Le indagini e il ritrovamento degli indizi
Le forze dell'ordine sono giunte sul posto poco dopo. Hanno effettuato una perlustrazione della zona circostante. Durante la ricerca, hanno trovato alcuni indizi importanti. Sull'asfalto era presente un cappello da pescatore rosso. Questo era stato indossato da uno dei malviventi. È stato rinvenuto anche il ciclomotore utilizzato per la fuga. Il mezzo era ancora caldo, segno della recente partenza. Purtroppo, il ciclomotore presentava un'avaria.
Le indagini si sono avvalse anche di altre prove. L'analisi dei fotogrammi è stata fondamentale. Sono stati esaminati i filmati provenienti dai varchi di videosorveglianza comunali. Anche le riprese delle telecamere di sicurezza di abitazioni e ditte vicine alla banca sono state studiate. L'Arma dei Carabinieri è riuscita a identificare i presunti responsabili.
Emissione degli ordini di custodia cautelare
Sulla base delle prove raccolte, la procura di Vicenza ha agito. È stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare. Questa misura riguarda entrambi i fratelli. Sono stati disposti gli arresti domiciliari. La rapida identificazione e l'arresto sono il risultato di un'efficace azione investigativa. Le indagini hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti. Hanno portato all'identificazione dei soggetti coinvolti.
Le persone coinvolte sono ora a disposizione dell'autorità giudiziaria. L'episodio sottolinea l'importanza della videosorveglianza. Essa si rivela uno strumento prezioso per le forze dell'ordine. Aiuta a garantire la sicurezza dei cittadini. La collaborazione tra diverse stazioni dei carabinieri ha contribuito al successo dell'operazione.
Le indagini proseguono per accertare eventuali collegamenti. Potrebbero esserci altre persone coinvolte in attività simili. La giustizia farà il suo corso. La comunità locale ha espresso sollievo per la risoluzione del caso. La prontezza delle forze dell'ordine è stata apprezzata.
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