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La Corte d'assise di Bologna ha ordinato una perizia psichiatrica per valutare la capacità di un'81enne di partecipare al processo per l'omicidio del marito. La difesa sostiene l'incapacità dell'imputata di sostenere il procedimento.

Valutazione psichiatrica per imputata 81enne

La Corte d'assise di Bologna ha preso una decisione importante. Ha disposto una perizia psichiatrica per Leda Stupazzoni. Questa donna ha 81 anni. L'accusa nei suoi confronti è di omicidio volontario. La vittima sarebbe il marito, anch'egli 81enne. L'uomo, Roberto Berti, è stato trovato senza vita nel novembre 2024. Il ritrovamento è avvenuto nella frazione Razora, a Castel d'Aiano, nel Bolognese. La donna stessa ha scoperto il corpo.

La perizia servirà a stabilire un punto cruciale. Si dovrà accertare la capacità di Leda Stupazzoni di partecipare attivamente al processo. La Corte affiderà l'incarico al dottor Giancarlo Boncompagni. La data fissata per il conferimento dell'incarico è il 22 aprile.

Richiesta della difesa e posizione della Procura

I legali di Leda Stupazzoni hanno avanzato una richiesta specifica. Hanno depositato una consulenza tecnica di parte. Questa consulenza medica suggerisce che l'imputata non sia in grado di affrontare il procedimento giudiziario. L'avvocato Antonio Petroncini, che assiste la donna insieme alla collega Valentina Di Loreto, ha spiegato la situazione. «Secondo il nostro consulente, dottor Vincenzo Pedone, la signora Stupazzoni non è in grado di farlo», ha dichiarato il legale.

La difesa ha quindi chiesto alla Corte di valutare questa condizione. Hanno suggerito una perizia per verificare la fondatezza delle loro affermazioni. La Corte ha accolto la richiesta. Il perito nominato svolgerà il suo lavoro. Solo al termine si saprà se il processo potrà proseguire contro la donna.

La Procura, rappresentata dalla Pubblica Ministero Beatrice Ronchi, si è rimessa alla decisione della Corte. La PM ha definito la perizia un «passaggio necessario». Ha aggiunto: «Prendo atto dell'aggiornamento, posso concordare, ma deve esserci una perizia della Corte, se lo riterrà».

Fragilità preesistenti e ipotesi alternative

L'avvocato Petroncini ha ricordato un dettaglio importante. Circa un anno fa, consulenti della Procura avevano già evidenziato delle «fragilità molto forti» nella signora Stupazzoni. All'epoca, si riteneva che potesse ancora comprendere «sommariamente» gli eventi. Tuttavia, si prevedeva un peggioramento della sua condizione. Tale aggravamento era considerato «destinato ad aggravarsi e a peggiorare in tempi non facilmente prevedibili».

Secondo le indagini dei carabinieri e le conclusioni della PM Ronchi, l'81enne avrebbe colpito ripetutamente il marito con frammenti di vasi. Questa è l'ipotesi principale formulata dagli inquirenti. La difesa, invece, ha sempre sostenuto l'innocenza della donna. I legali ipotizzano che l'uomo possa essere stato vittima di un'altra persona. La difesa si è sempre dichiarata convinta dell'estraneità della signora Stupazzoni ai fatti.

Domande frequenti

Cosa succede se una persona non è in grado di partecipare a un processo?
Se un imputato viene ritenuto incapace di partecipare a un processo a causa di problemi psichici o cognitivi, il procedimento può essere sospeso. In alcuni casi, possono essere disposte misure alternative, come il ricovero in una struttura sanitaria. La capacità di intendere e di volere viene valutata da periti psichiatrici nominati dal giudice.

Chi decide se disporre una perizia psichiatrica?
La decisione di disporre una perizia psichiatrica spetta al giudice o alla Corte che sta presiedendo il processo. La richiesta può provenire dalla difesa, dall'accusa o essere disposta d'ufficio dal magistrato, qualora sorgano dubbi sulla capacità di intendere o di volere dell'imputato.

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