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L'ex magistrato Gioacchino Natoli respinge fermamente le accuse di coinvolgimento in un'indagine del 1991-1992 volta a favorire Cosa nostra. Sottolinea la sua estraneità e la presenza di documenti a suo favore.

L'ex pm Natoli respinge le accuse

Gioacchino Natoli, ex procuratore aggiunto a Palermo, ha espresso profondo sgomento. Ha sentito le dichiarazioni del procuratore Salvatore De Luca. Queste affermazioni sono state fatte in Commissione antimafia. De Luca ha ribadito il coinvolgimento di Natoli in un'indagine del 1991-1992. L'indagine avrebbe favorito affiliati a Cosa nostra e imprenditori collusi. Natoli ha scritto una nota ufficiale per chiarire la sua posizione. Le sue parole sono state diffuse tramite il suo legale, Fabrizio Biondo.

L'ex magistrato è attualmente indagato a Caltanissetta. Le accuse nei suoi confronti sono di favoreggiamento aggravato e calunnia. Natoli contesta fermamente tali addebiti. Ha definito le affermazioni di De Luca come «non vere e smentite».

Le dichiarazioni del procuratore De Luca

Il procuratore Salvatore De Luca, capo della DDA di Caltanissetta, ha parlato in Commissione antimafia. Ha ribadito il presunto coinvolgimento di Natoli. De Luca ha ipotizzato un movente legato alla carriera. Secondo il procuratore, la «promozione» di Natoli nella magistratura palermitana sarebbe stata la causa. Questa promozione sarebbe avvenuta da parte del defunto procuratore Giammanco. Natoli, tuttavia, chiarisce di far parte della magistratura palermitana dal 1986. La sua carriera era già consolidata prima di tale presunta promozione.

Natoli ricorda il suo ruolo nel pool dell'Ufficio Istruzione. Ha interrogato importanti collaboratori di giustizia. Tra questi cita Buscetta, Contorno, Calderone e Mannoia. Questi interrogatori sono avvenuti ben prima dell'emergere di Mutolo. La sua carriera è proseguita con il procuratore Gian Carlo Caselli. Caselli arrivò a Palermo in aperta contrapposizione alla gestione Giammanco. Natoli sottolinea un punto cruciale. Se Giammanco avesse voluto favorire Cosa nostra tramite lui, avrebbe scelto male. Questo perché Natoli aveva già emesso un mandato di cattura per Antonino Buscemi nel 1988. Buscemi è uno degli affiliati che De Luca sostiene Natoli avrebbe favorito. Successivamente, nel 1995, Natoli formulò una seconda richiesta di mandato di cattura per Buscemi. Questa richiesta fu accolta. Questi fatti sono stati dimenticati da De Luca. Contrastano nettamente con la sua ricostruzione.

Natoli chiede tutela per il suo onore

L'ex magistrato ha anche affrontato un punto sollevato da De Luca. Il procuratore nisseno ha fatto «mea culpa». Ha ammesso di aver affermato erroneamente che un provvedimento da lui firmato nel giugno 1992 fosse un unicum. Questo provvedimento riguardava la distruzione di brogliacci e la smagnetizzazione di nastri di intercettazioni. Natoli ha dimostrato, tramite ricerche personali, che non era un provvedimento isolato. Sottolinea la sua totale estraneità alle accuse. Queste accuse sono infamanti e vengono rivolte pubblicamente. Non c'è possibilità di contraddittorio. Natoli non permetterà di passare alla storia come un indagato «archiviato ». Agirà in tutte le sedi competenti. Vuole tutelare il suo onore e la sua reputazione. Critica chi ammette di non aver verificato scrupolosamente gli elementi dell'accusa. Questo avviene fidandosi di quanto riferito da altri. Natoli conclude affermando che le reiterate affermazioni di De Luca. Queste lo indicano come corresponsabile dell'insabbiamento del dossier mafia-appalti. Sono una rappresentazione non vera della realtà storica. Sono smentite dai documenti che lui stesso ha prodotto.

Domande e Risposte

Cosa ha dichiarato l'ex pm Natoli riguardo alle accuse?

L'ex pm Gioacchino Natoli ha dichiarato di aver sentito con sgomento le esternazioni del procuratore Salvatore De Luca. Ha respinto fermamente le accuse di coinvolgimento in un'indagine del 1991-1992 volta a favorire Cosa nostra. Ha definito le affermazioni come «non vere e smentite», sottolineando la sua estraneità e la presenza di documenti a suo favore.

Qual è il motivo del contendere tra Natoli e De Luca?

Il motivo del contendere riguarda il presunto coinvolgimento di Gioacchino Natoli in un'indagine del 1991-1992, secondo il procuratore Salvatore De Luca. De Luca sostiene che Natoli avrebbe favorito affiliati a Cosa nostra e imprenditori collusi. Natoli contesta queste affermazioni, presentando documenti e ricordando azioni giudiziarie da lui intraprese contro figure mafiose, come Antonino Buscemi, che contraddicono la ricostruzione di De Luca.

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