La guerra in Medio Oriente fa lievitare i costi di semina del mais nel Bresciano, con un impatto di 14 milioni di euro. L'aumento dei prezzi di gasolio e fertilizzanti mette in crisi la filiera agro-zootecnica.
Aumento costi semina mais nel Bresciano
La stagione della semina del mais nel Bresciano si presenta con costi in netto aumento. Gli eventi bellici in corso hanno generato un'impennata dei prezzi. Questi riguardano principalmente il gasolio e i fertilizzanti. Si stima un aggravio di circa 14 milioni di euro per gli agricoltori della provincia. Questo dato emerge dalle analisi del Centro Studi Divulga.
Ogni ettaro di terreno coltivato a mais subirà un incremento di costo di circa 200 euro. Questa cifra rappresenta un onere significativo. La provincia di Brescia vanta oltre 70 mila ettari dedicati a questa coltura. Il mais è fondamentale per l'intera filiera agro-zootecnica locale.
Impatto su allevamenti e filiera agro-zootecnica
La denuncia arriva da Coldiretti Brescia. Gli aumenti dei costi non si limitano ai campi. Si ripercuotono pesantemente anche nelle stalle. L'alimentazione del bestiame è direttamente interessata. Produrre una tonnellata di latte costa ora circa 40 euro in più rispetto al periodo precedente al conflitto. Nel settore suinicolo, l'incremento si aggira sui 35 euro per tonnellata.
Laura Facchetti, presidente provinciale di Coldiretti, sottolinea la necessità di una risposta europea. «La fragile tregua in Medio Oriente è un'opportunità», afferma. Serve una strategia immediata e strutturale. Questa deve proteggere i settori produttivi e i consumatori. Sono necessarie risorse per difendere l'agricoltura e la produzione alimentare. L'energia e la difesa sono altrettanto cruciali.
Richiesta di strategie europee e sostegno al settore
Coldiretti ha espresso apprezzamento per il credito d'imposta sul gasolio agricolo. Questa misura è stata estesa alle imprese agricole dal Governo. Tuttavia, la situazione attuale richiede un passo ulteriore. L'Europa deve elaborare una nuova strategia. Questa servirà a fronteggiare future escalation. La presidente Facchetti auspica un'azione coordinata.
È fondamentale l'esclusione dei fertilizzanti dal sistema ETS. Questo eviterebbe ulteriori distorsioni competitive. Vanno inoltre potenziate le politiche di sostegno. Si punta a investimenti in nuove tecnologie. L'agricoltura di precisione è vista come un'opzione chiave. Può contenere i costi e ridurre la dipendenza energetica estera.
Facchetti chiede un segnale forte. Serve discontinuità rispetto a un approccio attuale. L'attuale strategia vede la Commissione Europea scaricare il peso della crisi sugli Stati membri. Una crisi di tale portata richiede invece una risposta unitaria. La risposta deve essere coordinata e lungimirante.