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Uno spettacolo teatrale esplora la vicenda di Lucia, accusata di infanticidio a Bologna nel 1709, mettendo in luce il giudizio sociale sul corpo femminile e la sua assenza di voce.

La vicenda di Lucia a Bologna nel 1709

Lo sguardo si focalizza su un confine delicato. Il desiderio di essere visti si lega al continuo giudizio altrui. Questo è particolarmente vero per il corpo femminile. La protagonista di "Lucia camminava sola" cerca di capire cosa accadde a una giovane donna.

La sua storia si svolge nella Bologna del 1709. Lucia fu accusata di aver ucciso un neonato. Durante il processo, la sua voce non ebbe spazio. Una solitudine muta la accompagnò fino alla condanna a morte. Il suo corpo fu esposto in piazza, una pratica comune all'epoca.

Questo avvenne nonostante fosse il Secolo dei Lumi. Evidentemente, le giovani orfane senza marito non ne beneficiarono. L'indagine su questa vicenda ha ispirato il testo di Tolja Djokovic. Lei è vincitrice del Premio Riccione, importante per la drammaturgia contemporanea.

Autofiction e riflessione sulla società

Il testo rientra nel genere dell'autofiction. La protagonista è una regista di documentari. Lei vuole raccontare la storia di Lucia. Ripercorrendo l'ultimo anno di vita della giovane, si accorge che quell'orizzonte lontano diventa uno strumento.

Lo usa per riflettere sulla propria esistenza. E sulla società attuale. Il lavoro, supportato da validi produttori, è in scena al Piccolo Teatro Studio. La drammaturga romana firma anche la regia dello spettacolo.

Sul palco recitano Aura Ghezzi, Jacopo Giacomoni e Martina Tinnirello. Le repliche proseguiranno fino a sabato. Lo spettacolo offre una potente riflessione sul corpo femminile e la sua rappresentazione.

Il giudizio sul corpo femminile nel tempo

L'ossessione dello sguardo è un tema centrale. Essa spinge verso un territorio di confine. Dove il bisogno di esistere si scontra con il giudizio costante. Soprattutto quando si parla del corpo femminile.

La protagonista dello spettacolo cerca di comprendere la sorte di Lucia. Questa giovane donna fu accusata di infanticidio nella Bologna del 1709. La sua testimonianza fu completamente ignorata nel processo. Una muta solitudine la segnò profondamente.

La sua vicenda culminò nella pena capitale. Il suo corpo venne esposto pubblicamente. Una pratica crudele, diffusa all'epoca, anche nel Secolo dei Lumi. Le donne sole e senza protezione erano particolarmente vulnerabili.

Tolja Djokovic e il teatro civile

Tolja Djokovic, vincitrice del Premio Riccione, ha costruito il suo testo su questa indagine storica. Il suo lavoro si inserisce nel filone dell'autofiction. La protagonista è una regista. Lei decide di indagare la storia di Lucia.

Nel ripercorrere l'ultimo anno di vita della giovane, la regista scopre paralleli con la propria esistenza. L'indagine storica diventa così uno specchio della società contemporanea. Un modo per riflettere sulle dinamiche di potere e giudizio.

Questo lavoro teatrale, sostenuto da una solida produzione, è ora al Piccolo Teatro Studio. La regia è curata dalla stessa Djokovic. Sul palco, Aura Ghezzi, Jacopo Giacomoni e Martina Tinnirello danno vita ai personaggi. Le rappresentazioni continueranno fino a sabato.

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