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L'assessore alla Sanità dell'Emilia-Romagna, Massimo Fabi, esprime forte disappunto per la mancata consultazione delle Regioni riguardo alla riforma del Servizio Sanitario Nazionale. La proposta di legge delega, secondo Fabi, rischia di accentrare il potere decisionale a scapito delle autonomie territoriali e di trascurare aspetti fondamentali come la prevenzione.

Mancanza di coinvolgimento nella riforma sanitaria

L'assessore alla Sanità dell'Emilia-Romagna, Massimo Fabi, ha sollevato un'importante questione. Ha dichiarato che le Regioni non sono state coinvolte nella stesura del disegno di legge delega. Questa affermazione è emersa durante un question time nell'Assemblea legislativa regionale. L'assessore rispondeva a un'interrogazione del consigliere del M5s Lorenzo Casadei. La riforma in questione riguarda il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Il governo ha presentato questa proposta.

Fabi ha sottolineato la necessità di un dialogo. Ha parlato di un confronto che deve essere strutturale e condiviso. È fondamentale rispettare i ruoli istituzionali di ciascuno. Il metodo attuale, secondo l'assessore, rischia di escludere le autonomie territoriali. Queste autonomie sono importanti per le scelte strategiche. Se si desidera una collaborazione efficace, è necessario cambiare approccio in modo radicale. Bisogna lavorare insieme e fare squadra.

Critiche alla centralizzazione e ai finanziamenti

Secondo la visione dell'assessore Fabi, il disegno di legge delega si concentra eccessivamente sulla riorganizzazione ospedaliera. Questo approccio sembra favorire una gestione più centralizzata. Tale centralizzazione potrebbe svuotare il ruolo delle Regioni. Le Regioni hanno un ruolo garantito dalla Costituzione. Nel frattempo, temi cruciali come la prevenzione rimangono in secondo piano. L'assessore avverte che decisioni prese in questa direzione potrebbero aumentare le disuguaglianze. Ha anche ricordato l'importanza di un adeguato finanziamento del fondo sanitario nazionale.

Il consigliere Casadei aveva precedentemente espresso preoccupazione. La sua preoccupazione riguardava il mancato coinvolgimento delle Regioni. Era anche preoccupato per il quadro finanziario. Lo ha giudicato incerto. Questo potrebbe avere ripercussioni sull'organizzazione dei servizi sanitari. Potrebbe anche influenzare la qualità dell'assistenza offerta ai cittadini. La fonte di queste dichiarazioni è l'ANSA.

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