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Un raro tumore all'avambraccio è stato rimosso con successo grazie a un intervento microchirurgico all'ospedale Di Venere di Bari. L'operazione ha preservato la funzionalità della mano del paziente.

Raro tumore rimosso all'ospedale Di Venere

Un'operazione di alta precisione si è svolta presso il reparto di Neurochirurgia dell'ospedale Di Venere, situato a Bari. I medici hanno asportato una massa tumorale di oltre 3 centimetri dall'avambraccio di un paziente. L'intervento ha avuto successo nel preservare l'integrità del nervo e la funzionalità della mano.

Il paziente, un uomo di circa 60 anni, aveva notato una tumefazione all'avambraccio destro circa due anni prima. Inizialmente di lieve entità, la massa ha iniziato a causare sintomi sempre più evidenti. Si manifestavano formicolii e sensazioni di bruciore, simili a scosse elettriche, che si estendevano dalla zona del tumore fino alla mano.

Questi disturbi erano accompagnati da una crescente difficoltà nei movimenti della mano. La situazione ha reso necessario un approfondimento diagnostico per comprendere la natura del problema. La progressione dei sintomi ha destato preoccupazione.

Diagnosi: schwannoma del nervo mediano

Gli esami effettuati hanno identificato la presenza di uno schwannoma, noto anche come neurinoma. Si tratta di una forma tumorale generalmente benigna che origina dalle cellule di Schwann, le quali rivestono i nervi. Nel caso specifico, il tumore si era sviluppato sul nervo mediano.

Questo nervo riveste un'importanza cruciale per la sensibilità e la motricità della mano. La sua compromissione poteva portare a conseguenze significative sulla vita quotidiana del paziente. La sua posizione e le dimensioni della massa richiedevano un intervento specialistico.

La diagnosi ha evidenziato la necessità di un approccio chirurgico mirato. L'obiettivo primario era l'asportazione completa del tumore, minimizzando al contempo il rischio di danni al nervo.

Tecnica microchirurgica per salvare la funzionalità

L'intervento è stato condotto dal neurochirurgo Roberto Settembre. Egli ha impiegato tecniche microchirurgiche avanzate. Queste metodologie consentono di operare con estrema precisione su strutture anatomiche delicate.

Fondamentale è stato il supporto del monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio. Questo sistema permette di valutare in tempo reale lo stato di attività del nervo durante l'operazione. Offre al chirurgo indicazioni preziose per navigare le fasi più delicate dell'intervento.

La dissezione della massa tumorale è avvenuta in maniera graduale e meticolosa. Il chirurgo ha lavorato millimetro per millimetro per separare il tumore dalle delicate fibre nervose. Questo approccio ha garantito la massima sicurezza per il nervo mediano.

Al termine dell'operazione, i risultati sono stati estremamente positivi. Il tumore è stato completamente rimosso. Il nervo mediano è risultato integro, senza alcuna conseguenza neurologica. La funzionalità della mano del paziente è stata quindi preservata.

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